
Per l'immunizzazione contro il vaiolo delle scimmie negli adulti, in Europa e negli Stati Uniti è stato autorizzato un vaccino di terza generazione che offre una buona protezione anche contro il vaiolo delle scimmie (attorno all'85%). Al momento questo vaccino non è omologato in Svizzera. L'eventuale acquisto, ha fatto sapere negli scorsi giorni l’Ufficio federale della sanità, è in fase di valutazione. Nel frattempo, varie associazioni gay, come Pink Cross e Ginevra Dialogai, hanno chiesto alle autorità elvetiche di accelerarne l’autorizzazione. C'è troppo attendismo o la situazione non è così preoccupante? Secondo l'infettivologo Alessandro Diana tutti aspettano che la Confederazione decida per l’acquisto. “Nelle ultime settimane i casi stanno aumentando e il vaccino sarebbe raccomandato per le persone a rischio. Aspettiamo che Berna possa comperare questi vaccini. Nessun’altra istituzione o medico può infatti farlo a titolo individuale”.
La situazione epidemiologica
Attualmente nel mondo ci sono circa 20mila casi, mentre in Svizzera sono poco più di 300. “È un'infezione che si contrae con rapporti molto stretti, non solo relazioni sessuali, ma bisogna essere in contatto con indumenti e biancheria”, precisa Diana. “Fino adesso abbiamo visto che nel 95% delle persone coinvolte sono uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini. Questo non vuol dire che solamente questa categoria sarà toccata. Ci sono anche donne e bambini che potranno esserlo. Vista l'epidemiologia è importante adesso avere a disposizione un vaccino che protegge all'85% per cominciare a vaccinare prima le persone a rischio”.
In autunno arriva nuovo vaccino contro il coronavirus
Con l’infettivologo abbiamo parlato anche del nuovo vaccino contro il coronavirus, che sarà disponibile probabilmente a partire da questo autunno. Un vaccino adattato contro la variante Omicron. “Il nuovo vaccino contiene il ceppo di Wuhan e il ceppo dell’Omicron. Si tratta del BA.1, la prima versione dell’Omicron. Ora siamo già al BA.5. Ma entrambi i vaccini conferiscono la stessa protezione contro le complicazioni della malattia”.

