
La grave penuria di vaccini e antibiotici in Svizzera è risolta. Lo rende noto stamane l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE), precisando che le scorte obbligatorie necessarie sono state quasi completamente ricostituite.
Ordinanze abrogate
Nel suo comunicato, l'UFAE ricorda che a causa della carenza di questi medicinali, nel novembre 2019 era stata emanata una prima ordinanza relativa alla liberazione delle riserve, alla quale se ne è aggiunta una seconda, più estesa, nel luglio del 2023. Ora entrambe possono essere abrogate il primo marzo prossimo.
Nonostante questo miglioramento, non si può escludere che in futuro si verifichino nuovamente penurie isolate e che sia quindi necessario attingere alle scorte obbligatorie, prosegue l'UFAE.
«I problemi persistono»
Nel complesso, infatti, i problemi nell'approvvigionamento di medicamenti persistono. Lo dimostrano le liste pubblicate regolarmente dal Centro di notifica per i medicamenti a uso umano d'importanza vitale, che elencano decine di prodotti non disponibili o disponibili solo in parte.
Le cause sono molteplici e risiedono principalmente nella crescente internazionalizzazione. Tra queste figurano la delocalizzazione della produzione in Paesi a basso costo del lavoro, la forte dipendenza da pochi siti produttivi in Asia e la riduzione delle scorte lungo le catene del valore. Inoltre, in termini mondiali il mercato svizzero è limitato e quindi poco attrattivo per molti produttori, conclude l'UFAE.

