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Svizzera
Vaccinato un quarto degli inglesi
Redazione
6 anni fa

La campagna di vaccinazioni anti Covid avviata dal Regno Unito, per primo in Occidente, ha raggiunto ormai con la prima dose “un quarto dell’intera popolazione adulta”, inclusi “oltre il 90% degli ultra 75enni e dei residenti nelle case di riposo”. Lo ha annunciato, nel briefing di giornata a Downing Street, Boris Johnson, invocando però uno sforzo in più per arrivare all’obiettivo di coprire tutte le persone vulnerabili (15 milioni, contro i 13 raggiunti finora) entro l’obiettivo fissato del 15 febbraio. Il premier ha invitato tutti i residui over 70 non ancora chiamati a farsi vivi ai contatti online messi loro a disposizione. Il primo ministro ha rivendicato i risultati raggiunti finora dalla campagna, ma ha sottolineato come il target indicato richieda ora di poter coinvolgere altri 2 milioni di persone “in soli cinque giorni, l’equivalente quasi di due volte la popolazione della città di Birmingham”. Di qua l’incoraggiamento e lo sprone sia al servizio sanitario (Nhs) e ai volontari impegnati in prima linea (verso i quali è stato prodigo di elogi), sia ai connazionali non ancora vaccinati inseriti nelle prime 4 categorie prioritarie dei gruppi d’età da 70 anni in su.

Per questi ultimi sono state create negli ultimi giorni linee ad hoc, telefoniche e online, dove potersi prenotare speditamente, senza più attendere una convocazione. Boris Johnson ha poi plaudito alle nuove linee guida aggiornate oggi dall’Oms che raccomandano l’utilizzo del vaccino a guida britannica Oxford/AstraZeneca per tutte le fasce di età - inclusi gli ultra55enni e 65enni - e anche in presenza di varianti del coronavirus. Linee che danno ragione alle indicazioni date al riguardo a livello nazionale dal governo e dai consulenti scientifici del Regno, incluso sull’estensione a 12 settimane dell’intervallo fra prima e seconda dose: certificando nelle parole del premier che “con un intervallo più lungo (il vaccino AstraZeneca) garantisce una protezione ancor maggiore”.

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