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Svizzera
Vaccina un amico per 50 franchi
Keystone-ats
5 anni fa
La nuova iniziativa della Confederazione punta ad allargare la copertura della campagna vaccinale. Inoltre, i test saranno gratuiti solo per i minori di 16 anni e per i vaccinati con una dose

Il Consiglio federale resta sulla sua posizione: dall’11 ottobre i test contro il Covid saranno a pagamento, ad eccezione dei minori di 16 anni e fino a fine novembre di coloro che hanno ricevuto una sola dose di vaccino. Inoltre il governo vuole incoraggiare gli indecisi a vaccinarsi con una nuova campagna: “un’offensiva di vaccinazione”. Il Consiglio federale ha preso la decisione sui test nella sua riunione odierna. I costi del test ammontano a circa 50 milioni di franchi a settimana, scrive il governo nella sua comunicazione. Il Consiglio federale preferirebbe spendere i soldi in misure che possono “portare alla fine della pandemia”, cioè sulle vaccinazioni. Le misure saranno ora poste in consultazione.

Indiscrezioni smentite
Sono così smentite le indiscrezioni raccolte dalla stampa d’Oltralpe, che speculavano su una gratuità dei test per i minori di 20 anni.

Spingere sugli indecisi
Con l’offensiva di vaccinazione, Confederazione e Cantoni intendono ora offrire un accesso facilitato all’immunizzazione, innalzando così la copertura vaccinale del nostro Paese. L’offensiva è destinata soprattutto alle persone indecise che necessitano di informazioni approfondite. “Chi dovesse infine decidere di non vaccinarsi va naturalmente rispettato”, precisa l’esecutivo. Tra le misure proposte figura una settimana nazionale di vaccinazione. Sono previsti, tra l’altro, eventi informativi e un’infoline. L’esecutivo vuole cercare direttamente le persone nelle piazze di paese, sui luoghi di lavoro, sui campi di calcio, davanti alle università, nei centri commerciali o all’entrata delle discoteche. Per farlo, oltre ai 50 bus oggi a disposizione, sono previste altre 170 unità mobili supplementari.

50 franchi per chi porta un amico a vaccinarsi
Per meglio lottare contro la pandemia il Consiglio federale ha proposto oggi una “offensiva di vaccinazione”. Questa iniziativa, inviata oggi in consultazione, sarebbe composta da una settimana nazionale di vaccinazione, unità mobili supplementari, offerte d’informazione personale e buoni del valore di 50 franchi per chi convince qualcuno a immunizzarsi. I Cantoni dovranno stabilire in che forma rilasciare i buoni. La campagna prevede anche la possibilità di ricorrere a consulenze, che saranno offerte per diverse settimane e potranno avvenire per telefono, sui social media o di persona. In tutta la Svizzera circa 1700 consulenti affiancheranno i professionisti della salute. Berset ha definito come “inedita” questa nuova strategia, “ma siamo sempre in una crisi e le misure che dobbiamo prendere sono straordinarie”.

Certificati anche per i test ripetuti
In conferenza stampa, il responsabile dell’Interno ha anche riferito che la Confederazione è pronta a rilasciare certificati Covid per chi svolge dei tamponi regolari, come nelle imprese e nelle università. Finora la generazione di un certificato in questi casi non era prevista. Inoltre, la piattaforma elettronica con la quale i vaccinati fuori dall’Ue con un vaccino approvato dall’Ema possono richiedere un certificato svizzero sarà disponibile dall’11 ottobre.

“Situazione sempre tesa”
I contagi stanno calando, ma nei reparti di terapia intensiva la situazione resta tesa, scrive l’esecutivo in un comunicato. Considerate le molte persone non immunizzate e l’alta contagiosità della variante Delta, c’è quindi ancora un notevole rischio che con le basse temperature dei mesi a venire sopraggiunga una nuova ondata che potrebbe mettere in crisi gli ospedali.

Copertura vaccinale “troppo bassa”
Con il 57% di persone completamente vaccinate tra la popolazione residente, la copertura vaccinale della Svizzera è tra le più basse in Europa. La timida crescita della domanda costatata dopo l’estensione dell’obbligo del certificato sanitario sta già perdendo velocità. La vaccinazione rimane tuttavia la chiave per uscire dalla crisi: in media, possono essere evitati un’ospedalizzazione ogni 100 inoculazioni e un ricovero in terapia intensiva ogni 250. Per immunizzare la popolazione e proteggerla dai decorsi gravi del Covid-19 è tuttavia necessaria una copertura nettamente più alta di quella odierna. Secondo le attuali conoscenze scientifiche, per poter revocare i provvedimenti sarebbe necessaria una copertura vaccinale del 90-95% tra gli ultra 65enni, ma attualmente coloro che si sono fatti inoculare almeno una dose sono l’88,5%. Per la fascia d’età 18-65 anni sarebbe necessaria una copertura dell’80% ma oggi siamo fermi al 71%.

Limiti per revocare le misure
Berset si è pure espresso sulla richiesta di indicare dei tassi di vaccinazione chiari raggiunti i quali si potranno revocare le misure: “È difficile stabilire dei valori fissi per togliere le misure. Servirebbe però un tasso di vaccinazione fra il 90 e il 95% fra le persone con più di 65 anni, oggi siamo a quota 88%. Servirebbe inoltre l’80% nella fascia d’età 18-64 anni, ma fra un mese saremo ancora un 10% al di sotto di questo livello”.

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