Cerca e trova immobili
Svizzera
USS vuole "svolta sociale" contro crisi
Redazione
17 anni fa

L'Unione sindacale svizzera (USS) esige "una svolta politica e sociale", con misure più decise contro la crisi economica, rivendica "un programma di rilancio congiunturale degno di tale nome" e "corposi investimenti". Affinché sia mantenuto il potere d'acquisto, esige inoltre che sia posto un freno all'esplosione dei premi malattia e aumenti salariali. Sabato 19 settembre i sindacati organizzeranno una manifestazione nazionale a Berna, con un'attesa partecipazione di circa 20'000 persone. "La disoccupazione batterà presto ogni record", ha messo in guardia oggi Paul Rechsteiner, presidente dell'USS, ricordando che il numero dei senza lavoro è aumentato di 60'000 dall'inizio della crisi un anno fa. Ma "invece di vegliare affinché la rete sociale rimanga intatta durante la crisi, si riducono proprio le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione, destinate ai giovani e ai disoccupati di lunga durata". "Non è solo puro cinismo, ma anche una idiozia dal punto di vista sia economico sia sociale", ha proseguito Rechsteiner in una conferenza stampa nella città federale. Il leader sindacale ha deplorato che il governo, dopo aver stanziato 68 miliardi di franchi "in un battibaleno" per salvare l'UBS, porti ora avanti una politica che va a detrimento della popolazione e dei salariati. "Il padronato, il Consiglio federale e il parlamento non hanno adottato una politica sensata contro la crisi. Tocca dunque alle forze sociali del paese esigere correzioni", ha rincarato Nico Lutz, portavoce di Unia. La manifestazione di sabato sulla Piazza federale avrà per motto "Non pagheremo la vostra crisi! lavoro e rendite sicuri". Ad essa si è associata anche l'altra confederazione sindacale, Travail.Suisse, erede della tradizione cristiano-sociale. Il suo presidente Martin Flügel ha chiesto ai politici di dimostrare rispetto per i lavoratori e per il loro lavoro "affidabile, preciso e onesto", che costituisce "il fondamento della prosperità del nostro paese". Concretamente, i sindacati chiedono alla politica di attivarsi per il mantenimento del potere d'acquisto, compensando il forte aumento previsto dei premi malattia per i medi e bassi redditi. A questo fine - sostiene l'USS - la Confederazione deve utilizzare i soldi che ha incassato grazie alla vendita dei titoli UBS derivanti dal prestito convertibile sottoscritto con la grande banca nell'ottobre 2008. Una vendita che ha fruttato un guadagno di circa 1,2 miliardi di franchi. Altra operazione in favore del potere d'acquisto: bisogna ridistribuire il prodotto della tassa sul CO2 del 2009 e del 2010. L'USS chiede anche un prolungamento a 24 mesi della durata massima della disoccupazione parziale e un programma di investimenti per ovviare alla politica di austerità di cantoni e comuni. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata