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Svizzera
USS: molte rivendicazioni 1. Maggio, 2 miliardi di sussidi
Redazione
17 anni fa

Programmi d'investimenti per 5 miliardi, 2 miliardi almeno per stabilizzare i premi delle casse malattia, un "forte aumento" degli assegni familiari, aumenti dei salari per tutti, consolidamento delle assicurazioni sociali. L'Unione sindacale svizzera (USS) ha presentato oggi a Berna un sostanzioso catalogo di rivendicazioni nella sua conferenza stampa in vista del Primo Maggio. Il previsto aumento del 10% dei premi malattia toglierà circa due miliardi di franchi di potere d'acquisto alle economie domestiche elvetiche, ha rilevato la vicepresidente Christine Goll. Per mantenere questo potere è dunque indispensabile aumentare di due miliardi almeno i sussidi per la riduzione dei premi. Per l'USS, i 200-300 milioni proposti dal Dipartimento federale dell'interno per ridurre gli effetti di questo aumento sono "uno scherzo" e "non portano nulla quale misura congiunturale", come non portano nulla i "regali" ai ricchi, sotto forma di sgravi fiscali, proposti dal presidente e ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. Per compensare questo calo del reddito disponibile, l'USS propone due possibili ricette. La prima punta esclusivamente sulle famiglie e prevede una presa a carico dei premi di tutti i bambini per un anno. Tale misura costerebbe 1,5 miliardi, calcola Christine Goll. Se si include l'esonero completo dei giovani in formazione i cui premi sono già sovvenzionati, bisogna aggiungere 483 milioni. Altra possibilità: l'assunzione dei premi per i bambini e i giovani adulti i cui premi sono già sussidiati. Costo 820 milioni. Resterebbero 1,2 miliardi per aiutare chi dispone di un reddito modesto. "Il Consiglio federale, guidato da un presidente che concepisce il suo ruolo anzitutto come servitore dei dirigenti dell'UBS, non ha ancora capito qual è la posta in gioco di questa crisi per l'economia e gli impieghi svizzeri", ha affermato il presidente dell'USS Paul Rechsteiner. Secondo la centrale sindacale, "è intollerabile" che siano i lavoratori e le persone di condizioni modeste a pagare per una crisi causata da "manager e banchieri alla ricerca sfrenata del profitto a ogni costo". Una crisi che rischia di durare quattro o cinque anni, ha rilevato il capo economista dell'USS Daniel Lampart. Dunque: niente licenziamenti! La disoccupazione parziale è al limite una soluzione possibile. Urge inoltre una "offensiva della formazione continua": visto che il volume del lavoro diminuisce, è ora il momento per le imprese di formare il personale con l'aiuto dello Stato, che "deve mettere le eccedenze degli ultimi anni al servizio dell'impiego" dopo essere "generosamente volato in soccorso dell'UBS". Ai giovani vanno d'altro canto garantiti sufficienti posti di tirocinio, e va assunto nell'impresa chi ha concluso la formazione. "Così saremo preparati quando l'economia si riprenderà", sostiene l'USS. Non è tutto: i sindacati esigono un aumento generalizzato dei salari, in particolare di quelli minimi: basta con le paghe sotto i 3500 franchi, o sotto i 4500 franchi per chi ha concluso una formazione. D'altro canto, bisogna fissare un tetto salariale massimo di 500'000 franchi per le imprese in mano allo Stato, comprese Posta e Swisscom. "Non si può giustificare in alcun modo che i dirigenti di imprese pubbliche guadagnino nettamente più dei membri del Consiglio federale", ha rilevato Rechsteiner. L'USS denuncia anche i progetti della destra di smantellamento delle prestazioni sociali: bisogna consolidare, non smantellare. Innanzitutto l'assicurazione contro la disoccupazione. Secondo Rechsteiner, vista la gravità della situazione attuale, va prolungata a 520 giorni la durata delle indennità giornaliere, il cui ammontare va inoltre accresciuto del 10%. Il consigliere nazionale socialista sangallese chiede inoltre che i redditi superiori ai 126'000 franchi paghino una quota del 2% a favore di questa assicurazione. L'USS vuole anche un consolidamento dell'assicurazione invalidità (AI) e si oppone al "saccheggio delle rendite" del Secondo pilastro tramite la riduzione del tasso di

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