
I salari aumentano poco, mentre crescono stress e carichi di lavoro. La situazione di numerosi salariati va deteriorandosi da una decina d'anni a questa parte e il bilancio è catastrofico, sostiene l'Unione sindacale svizzera (USS). In occasione della festa dei lavoratori, l'organizzazione pubblica una documentazione sul tema. Secondo le statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica (UFS), i salari reali sono cresciuti dell'1,5% nel 2012, pari al più grande aumento del potere d'acquisto dal 2010. Nonostante questo l'USS non demorde. I salari non sono tutto: le economie domestiche hanno visto le loro spese per l'alloggio e sanitarie aumentare, così come le esigenze dei datori di lavoro, ha sostenuto il sindacato in conferenza stampa a Berna. Stress Nel documento pubblicato, l'USS indica che oltre il 34% delle persone attive sostengono di soffrire spesso di stress (dati 2010), contro il 27% del 2000. La pubblicazione "Pressione sui salari e ripartizione ingiusta", solo in tedesco, raccoglie diversi studi sul tema. Secondo i dati disponibili, fra il 2002 e il 2010, la produttività dei lavoratori è aumentata del 6,1%, contro un aumento salariale del 3,5%. Lo stipendio dei quadri dirigenti con laurea è invece salito del 13,8%. L'aumento retributivo fra i manager è riscontrato anche nelle imprese pubbliche come la Posta o le FFS. Forbice troppo larga Gli scarti fra alti e bassi stipendi è quindi in aumento, sottolinea l'USS, che chiede politiche fiscali volte a risolvere il problema. Fino a questo momento però "la politica fiscale in Svizzera è stata fatta per i ricchi", sostiene Daniel Lampart, responsabile economista del sindacato. Ad esempio, le imposte sul patrimonio e sui redditi - che toccano le classi più abbienti - hanno subito un calo dell'1%, mentre tasse, imposte indirette, affitti e premi dell'assicurazione malattia - che toccano tutta la popolazione - sono cresciute. L'USS propone di fermare l'abbassamento delle imposte sui grandi stipendi. Questo permetterebbe di portare 3 miliardi di franchi nelle casse dello Stato, da utilizzare per ridurre i premi per le casse malattia o per costruire alloggi sociali, afferma Lampart. ATS
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