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Svizzera
USS chiede misure per proteggere meglio i lavoratori
Redazione
17 anni fa

L'Unione sindacale svizzera (USS) chiede di proteggere meglio i lavoratori contro i licenziamenti. Il diritto vigente, tra i più liberali d'Europa, è concepito per i periodi di "vacche grasse", e non per i momenti di crisi, ha affermato oggi a Berna il sindacato, rilevando come il governo non sembra rendersi conto della delicatezza della situazione attuale. Le imprese in difficoltà devono ricorrere innanzitutto alla disoccupazione parziale, prima di considerare misure più drastiche, ha sostenuto l'USS. Per questo motivo il periodo massimo durante il quale è possibile il lavoro ridotto va prolungato da 18 a 24 mesi. L'Unione sindacale non intende tuttavia accontentarsi di questo provvedimento ed esige che il diritto del lavoro sia adattato "con la massima urgenza". "In Svizzera, la procedura di consultazione degli impiegati in caso di riduzione del personale è scarsamente utilizzata e non abbiamo nemmeno l'obbligo di concludere un piano sociale", ha ricordato il presidente dell'USS, Paul Rechsteiner. Secondo il consigliere nazionale socialista, tali lacune penalizzano sia i salariati sia la sede di produzione, con perdite di "know-how" e di esperienze per l'economia elvetica. È dunque giunto il momento che il Consiglio federale si adoperi "affinché si abbia una protezione dei lavoratori degna di questo nome", ha aggiunto Rechsteiner. "Siamo agli inizi di un'estate molto calda", gli ha fatto eco il co-presidente di Unia, Renzo Ambrosetti. "In 30 anni di attività sindacale non ho mai vissuto una crisi di tale violenza", ha affermato il ticinese, sottolineando che "né la crisi strutturale degli anni '70 né la recessione degli anni '90 avevano avuto ripercussioni simili sull'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM)". Ambrosetti ha poi fatto riferimento al sondaggio pubblicato la scorsa settimana da Adecco, secondo cui il 40% circa delle imprese svizzere prevede licenziamenti collettivi nei prossimi mesi, una percentuale che sale al 55% nell'industria. "Perfino il quotidiano economico AGEFI scrive che per le imprese sarà un'estate assassina", ha aggiunto il co-presidente di Unia. In questo contesto, risulta ancor più incomprensibile il fatto che il Consiglio federale, che nell'autunno scorso non ha esitato ad intervenire con oltre 60 miliardi a favore di UBS, abbia approvato mercoledì scorso soltanto un modesto terzo pacchetto di misure congiunturali per fronteggiare la crisi. ATS

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