
L'Unione sindacale svizzera (USS), nel corso dell'assemblea dei delegati tenutasi oggi a Berna, ha chiesto una serie di "misure immediate per assicurare stipendi e posti di lavoro". Il sindacato ha insistito sulla necessità di reintrodurre una soglia minima di cambio o un obiettivo di corso per il franco. Dall'abbandono del tasso minimo di cambio franco-euro - il 15 gennaio 2015 - la situazione dei salariati in Svizzera è nettamente peggiorata, indica oggi in un comunicato l'USS. Le pressioni esercitate su stipendi, condizioni di lavoro e impieghi sono aumentate. È spaventoso vedere come l'argomentazione della sopravvalutazione del franco sia utilizzata a scapito dei dipendenti, da parte dei datori di lavoro e dai partiti borghesi rappresentati in Consiglio federale. Oltre a una soglia minima di cambio per il franco, i delegati dell'USS chiedono maggiori controlli degli stipendi soprattutto nelle regioni di confine. In caso di infrazione salariale, dovrebbe essere possibile infliggere multe più elevate. E in presenza di chiari casi di dumping salariale i controllori dovrebbero ordinare sistematicamente e rapidamente l'interruzione delle attività dell'impresa, si legge nella nota.
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