
La formazione continua permette di rimediare alla penuria di manodopera specializzata. Anche le persone non qualificate dovrebbero avervi accesso. A questo scopo l'Unione sindacale svizzera (USS) chiede il diritto per tutti ai corsi di aggiornamento. I dipendenti dovrebbero poter beneficiare di cinque giorni di congedo pagato all'anno per la formazione continua.° "L'attuale sistema in materia aumenta le disuguaglianze già forgiate a livello delle prime fasi di formazione: le cose devono cambiare", ha affermato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere nazionale e presidente dell'USS Paul Rechsteiner (PS/SG). A suo avviso la palla è nel campo dei poteri pubblici, dell'economia e dei sindacati. Una persona che ha seguito una formazione di livello universitario ha accesso alla formazione continua più facilmente, fino a tre volte di più di una persona non qualificata, ha sottolineato. I datori di lavoro in genere accordano a un uomo di 55 anni con una posizione di quadro il tempo necessario e il finanziamento per una formazione continua. Per l'aggiornamento, a coloro che hanno concluso un tirocinio con un certificato federale di capacità o con un diploma simile dovrebbe essere consegnato un buono di 5000 franchi. Inoltre non dovrebbero essere dimenticati neppure gli analfabeti funzionali e imigranti. Per questi ultimi si tratta soprattutto di raggiungere un certo livello linguistico per cui è plausibile chiedere un buono per una formazione continua e 500 ore di corsi durante il tempo di lavoro. Il sindacato invita i datori di lavoro svizzeri a impegnarsi maggiormente in tal senso tantopiù che facendo un paragone alivello internazionale, il loro contributo finanziario è inferiore alla media come anche il tempo messo a disposizione dei dipendenti, ha puntualizzato l'USS. Da parte loro i sindacati opereranno allo scopo di difendere l'iscrizione nel contratto collettivo di lavoro (CCL) di ore pagate per la formazione. Anche la Confederazione e i cantoni dovrebbero essere coinvoltiquali possono essere attivi, ha sottolineato Peter Sigerist, segretario centrale all'USS e responsabile della formazione. Si tratta quindi di raddoppiare la loro partecipazione, attualmente di 140 milioni di franchi. Nel 2006 - ricorda l'USS - il popolo ha ampiamente accettato inuovi articoli costituzionali sull'istruzione. Questi stabiliscono che la responsabilità per spingere alla formazione continua spetta alla Confederazione. Secondo l'articolo 64a della Costituzione federale, la Confederazione è tenuta a decretare una legge sull'incoraggiamento alla formazione continua. Da parte sua l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) si oppone a "qualsiasi intromissione statale" in ambito di formazione continua. Una volta in più per giustificare le loro richieste isindacati ricorrono a disposizioni legali. ATS
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