
Di rado i meteorologi del centro nazionale degli uragani di Miami, l'agenzia del governo di Washington che tiene d'occhio le tempeste di origine tropicale, parlano di "pericolo di morte certa". Ma questo è il biglietto da visita di Ike, un mostro di uragano che con venti a oltre duecento chilometri orari, che punta sulla costa del Texas. Houston, la quarta città d'America, il principale hub dell'industria petrolifera statunitense, si prepara al passaggio della tempesta, ma sono soprattutto i centri sulla costa del Golfo del Messico a rischiare. Il tempo per trovare rifugio nell'entroterra non c'è più, le autorità della città ora chiedono ai residenti di non muoversi: nel 2005 l'evacuazione tardiva alla vigilia del passaggio sulla costa dell'uragano Rita provocò un numero di vittime dieci volte più alto rispetto a quello dell'uragano. La marea alzata dai venti dell'uragano ha già provocato allagamenti, ore prima dell'arrivo dell'occhio del ciclone sulla costa, previsto nella zona di Galveston, domattina. Le previsioni sono di onde alte fino 15 metri e una marea di oltre sei, abbastanza per sommergere gran parte degli edifici della costa. Ike è così minaccioso che gli elicotteri della guardia costiera non hanno potuto intervenire per soccorrere un cargo di 178 metri, a circa 150 chilometri da Galveston. La nave ha un carico di pet-coke, un combustibile utilizzato per altoforni e acciaierie. L'occhio dell'uragano si trova a circa trecendo chilometri dalla costa e si dirige verso Galveston a 4 chilometri orari. La portata della perturbazione è immensa e ha messo in allerta un tratto di costa di oltre seicento chilometri, da Corpus Christi, nel sud del Texas, a Morgan City, in Louisiana. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

