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Svizzera
USAM, USI ed economiesuisse tessono le lodi dei bilaterali
Redazione
14 anni fa

A dieci anni dall'entrata in vigore degli accordi bilaterali e a 20 dal rifiuto dello Spazio economico europeo (SEE), le tre organizzazioni dell'economia svizzera hanno convocato oggi una conferenza stampa per spiegare perché la libera circolazione delle persone tra Ue e Svizzera vada sostenuta anche in futuro. L'accordo bilaterale tra Berna e Bruxelles è infatti messo in discussione da due iniziative popolari, lanciate da UDC e Ecopop. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) e la Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse) hanno ricordato che l'entrata in vigore degli accordi bilaterali I, nel 2002, ha permesso al Prodotto interno lordo, al salario medio e alla capacità d'innovazione della piazza economica svizzeri di crescere ad un ritmo più sostenuto rispetto a prima. Per le tre organizzazioni, gli aspetti positivi della libera circolazione sono di gran lunga superiori agli effetti secondari negativi. "Ciò non significa che bisogna ignorare i problemi legati ad un'offerta troppo esigua sul mercato immobiliare, allo sviluppo disordinato del territorio e alla congestione del traffico stradale e ferroviario", affermano le tre organizzazioni dicendosi pronte a contribuire alla ricerca di soluzioni in questi settori. Le iniziative popolari di UDC e Ecopop (associazione ECOlogia e POPolazione) "non sono soluzioni proponibili". Queste mettono in discussione la via bilaterale senza presentare soluzioni alternative valide. USAM, USI ed economiesuisse combatteranno pertanto insieme questi testi "dimostrando l'utilità dell'immigrazione per l'insieme della società". ATS

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