
Non si sono fatte attendere le reazioni alla sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) sul caso UBS. Il PS chiede una CPI; il PPD dichiara che il Consiglio federale ha fatto un buon lavoro; il PLR è convinto che la sentenza rafforza lo Stato di diritto e il segreto bancario; l'UDC ricorda di aver già espresso in estate dubbi sull'accordo tra Berna e Washington; la FINMA e i banchieri non commentano, così come il Consiglio federale. PS - Dopo la decisione del TAF che ha sconfessato la esitante politica del Consiglio federale, soltanto una CPI può far luce sull'intera vicenda. È il mezzo migliore, il più efficace per ridare fiducia nello Stato di diritto. Per anni il governo si è trincerato dietro l'artificiosa distinzione tra frode ed evasione, e oggi ne paghiamo il prezzo. Ha tralasciato di elaborare per tempo una vera strategia, capace di trovare una soluzione internazionalmente accettabile. PPD - La possibilità di dimostrare la propria innocenza fa parte dello Stato di diritto e la decisione dei giudici non va commentata. Il Consiglio federale ha comunque fatto un buon lavoro, ha espresso una diversa valutazione della situazione, ma essa era basata su pareri formulati da giuristi rinomati. Niente di scandaloso: il governo si trovava in una difficile situazione. UDC - Trova conforto la posizione del partito di agosto, quando aveva espresso dubbi sulla validità giuridica dell'accordo tra i due Paesi. Il Consiglio federale ha ora un grave problema con lo Stato di diritto; deve rivedere il dossier e le responsabilità vanno chiarite. Occorre una analisi approfondita della sentenza per valutare le conseguenze, in particolare per l'UBS. PLR - La sentenza del TAF rafforza lo Stato di diritto e il segreto bancario e ora Washington deve accettarla. L'accordo negoziato in estate era buono, in quanto permetteva ai tribunali svizzeri di rivedere i casi individuali e includeva la consegna futura dei dati di clienti della banca con la nozione "fraud and the like", menzionata nella convenzione di doppia imposizione con gli USA. La sentenza è di grande importanza per i clienti che hanno conti all'UBS, spesso da decenni. FINMA-BANCHIERI - l'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) e l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) restano taciturne e non intendono reagire. La prima non commenta, la seconda vuole prima analizzare la sentenza del TAF. GOVERNO - Bocca cucita del Consiglio federale, che si limita a "prendere atto della sentenza", rammentando che per l'approvazione dell'accordo con gli Stati Uniti, è stato sentito il parere di diversi esperti e vi è stato un "esame coscienzioso della situazione". Ogni altra decisione è rinviata alla seduta di mercoledì. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

