
Tra gli obiettivi del gruppo di agenti appartenenti all'intelligence militare russa (GRU) incriminati negli Stati Uniti per ciberattacchi nei confronti dell'Agenzia mondiale antidoping (AMA) a Losanna e di altre organizzazioni figurava anche il Laboratorio di Spiez (BE). Lo si legge in un comunicato odierno del Dipartimento di giustizia Usa.
Lo scorso aprile - sottolinea la nota - quattro dei sette agenti incriminati avrebbero tentato di condurre un'azione contro l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) all'Aia e contro il Laboratorio di Spiez, istituto federale per la protezione NBC (nucleare. biologica e chimica). Quest'ultimo aveva partecipato alle analisi dell'agente nervino utilizzato per avvelenare a Salisbury, in Inghilterra, l'agente doppio russo Serghiei Skripal e la figlia Yulia, sopravvissuti all'attacco.
Secondo il comunicato del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti nel settembre 2016 due dei sette agenti, il 41enne Aleksei Morenetz e il 37enne Evghenii Serebriakov, si erano recati a Losanna, dove era stata organizzata una conferenza antidoping dall'AMA e avevano manomesso la rete Wi-Fi per accedere al portatile di un alto funzionario del Canadian Centre for Ethics in Sport (CCES). Altri agenti avevano successivamente usato le credenziali rubate per manomettere la rete del CCES in Canada. L'AMA ha avuto un ruolo chiave sull'inchiesta di doping che ha coinvolto la Russia.
In seguito all'arresto da parte delle autorità olandesi di due agenti impegnati nell'operazione contro il laboratorio di Spiez, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva convocato a metà settembre a Berna l'ambasciatore di Russia per protestare contro il "tentativo di attacco" nei confronti del Laboratorio di Spiez. L'ambasciata di Russia in Svizzera aveva da parte sua respinto le accuse definendole "assurde".
In merito alle attività di spionaggio di diplomatici russi, il responsabile del DFAE Ignazio Cassis, in un'intervista alla RSI del 17 settembre aveva detto: "per ora non c'è nessuna crisi con Mosca". Tuttavia ai microfoni della Radio della Svizzera tedesca SRF aveva indicato che nelle ultime settimane diversi diplomatici russi non erano stati accreditati.
Il giorno precedente il Ministero pubblico della Confederazione aveva confermato di aver aperto nei confronti dei due agenti russi un procedimento penale nel marzo 2017 per il sospetto ciberattacco ai danni della sede europea dell'AMA.
Il 18 settembre le autorità russe avevano convocato l'ambasciatore svizzero a Mosca Yves Rossier per denunciare le accuse infondate. In particolare a Rossier era stato fatto notare che una tale "retorica dello scontro" potrebbe nuocere alle relazioni fra i due Paesi.
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