
Oltre 87.000 americani sono morti per overdose di droga nel periodo di 12 mesi terminato a settembre. Lo riferiscono i dati preliminari rilasciati mercoledì dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e riportati dal New York Times. Dati che eclissano il bilancio di qualsiasi altro anno dall’inizio dell’epidemia di oppioidi negli anni ‘90. I decessi per overdose hanno ricominciato ad aumentare nei mesi precedenti il Covid (dopo essere diminuiti leggermente nel 2018), ed è difficile valutare quanto siano strettamente collegati i due fenomeni, ma la pandemia ha indubbiamente esacerbato la tendenza. L’aumento maggiore delle morti per overdose, infatti, si è verificato nei mesi di aprile e maggio 2020, quando era in vigore il lockdown e aumentavano paura e stress. Oltre al fatto che molti programmi terapeutici erano chiusi in quel periodo, e i centri che fornivano supporto, siringhe pulite e naloxone (il farmaco salvavita che inverte le overdosi) avevano tagliato i servizi. I dati mostrano un aumento del 29% dei decessi per overdose da ottobre 2019 a settembre 2020 (il periodo più recente disponibile) rispetto ai precedenti 12 mesi. Il fentanil fabbricato illegalmente e altri oppioidi sintetici sono stati i fattori principali, sebbene molte overdosi mortali abbiano coinvolto anche droghe come la metanfetamina.
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