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Uragani/ Ike si avvicina al Texas, "morte certa per chi rimane"
Redazione
18 anni fa

L'occhio dell'uragano Ike è sempre più vicino alle coste del Texas, già battute da venti di estrema violenza e dove oltre un milione di abitanti sono stati evacuati. Ma sono in migliaia ad aver deciso di rimanere nonostante il Centro nazionale degli uragani di Miami li abbia avvertiti che "andranno incontro a morte certa". Alle 5 di questa mattina l'uragano, la cui superficie è pari quasi a quella del Texas, è stato localizzato nel Golfo del Messico a 85 chilometri da Galveston, sferzata da forti venti e onde di quasi 6 metri. A Galveston, città balneare di 58.000 abitanti, è stato imposto il coprifuoco per le prossime tre notti "dalle otto di sera alle cinque di mattina", ma pare siano 23mila le persone che hanno ignorato l'ordine di evacuazione. Al momento Ike è ancora classificato alla categoria 2 su una scala di cinque ma secondo gli esperti salirà presto alla categoria tre. In un'intervista alla Cnn, il governatore del Texas, Ricky Perry, ha stimato che i danni provocati dal "mostro", come chiama l'uragano, ammonteranno ad almeno 100 miliardi di dollari: sarà la catastrofe naturale più costosa per gli Stati Uniti, sostiene. Peggio dell'uragano Katrina che colpì le coste americane del Golfo del Messico nel 2005. Sono circa 1500 i soldati pronti a intervenire, mentre l'Uss Nassau, nave anfibia da assalto della marina militare statunitense con 45 elicotteri e quattro aerei, partirà quanto prima per il Golfo del Messico, ha fatto sapere Bryan Whitman, portavoce del Pentagono. Per precauzione numerose raffinerie sono state chiuse: la produzione di petrolio nel Golfo è stata interrotta al 97% e le compagnie petrolifere hanno evacuato le loro piattaforme. ATS

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