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Uno svizzero su 5 rinuncia ai regali, ma chi li fa dimentica i debiti
Uno svizzero su 5 rinuncia ai regali, ma chi li fa dimentica i debiti
Uno svizzero su 5 rinuncia ai regali, ma chi li fa dimentica i debiti
Redazione
7 anni fa
Per un quarto della popolazione, inoltre, il Natale è poco importante. Lo rivela un'indagine di Comparis.

Per un quarto della popolazione svizzera il Natale è poco importante e più di uno su cinque rinuncia a comprare regali: chi invece lo fa spende a piene mani, anche se è indebitato. Lo rivela un'indagine condotta dal sito di confronti internet Comparis.

La festa che ricorda la nascita di Gesù - e, ancora prima, la rinascita del sole - è considerata molto importante (35%) o importante (40%) dai tre quarti degli interpellati nell'ambito di un sondaggio. Per il 20% è invece poco importante e per il 5% irrilevante: la quota complessiva di scettici (25%) è più rappresentata nei nuclei composti da una sola persona (34%) che fra le famiglie (19%).

Chi ha un reddito basso tende maggiormente a snobbare il Natale: per circa un terzo delle persone con un reddito familiare lordo fino a 4000 franchi, il Natale ha scarsa o nessuna importanza. "Il Natale è una festa per le famiglie e per chi guadagna bene", sintetizza Michael Kuhn, esperto di finanze presso Comparis, citato in un comunicato. "Anche i figli diventano sempre più un fattore di spesa. Non sorprende perciò che le famiglie più inclini al Natale dispongano spesso di un reddito lordo elevato".

Anche nelle fasce meno abbienti si è però pronti a fare sacrifici: il 42% delle persone con un reddito familiare inferiore a 4000 franchi sostiene spese aggiuntive impreviste. "Quanti più sono i figli in uno stesso nucleo familiare, tanto più è probabile che si affrontino spese extra per le festività natalizie", sostiene Kuhn. "Stupisce soprattutto il fatto che molte famiglie non abbiano alcun tipo di pianificazione del bilancio. E spesso anche le famiglie che pianificano i conti non includono le spese di Natale".

Gli amanti del Natale non si lasciano intimidire da eventuali ristrettezze economiche. Sia che esista già un credito al consumo o un leasing da pagare, oppure un precetto esecutivo arrivato tra capo e collo: anche in situazioni del genere la propensione agli acquisti durante il periodo natalizio non è molto minore rispetto a quella di chi non ha particolari impegni finanziari, rivela l'indagine realizzata in dicembre dall'istituto di ricerche di mercato Innofact interpellando 1021 persone in tutte le regioni del paese. Secondo Kuhn il bisogno di regalarsi qualcosa è indipendente dalla situazione finanziaria: quest'ultima può comunque avere un impatto sulla spesa per i regali.

"Colpisce il fatto che un numero superiore alla media di famiglie con più di tre persone deve pagare leasing, prestiti o crediti privati: cioè lo stesso gruppo per cui il Natale è molto importante e che è fortemente deciso ad acquistare regali", aggiunge Kuhn. "Sembra che valga il motto: Natale viene una volta l'anno, quindi godiamocelo, anche se poi dovremo tirare ancora di più la cinghia".

Il 74% degli adulti svizzeri prevede di acquistare regali per Natale, mentre il 22% non ha intenzione di comprare nulla e il 4% è ancora indeciso. "Ad ogni modo sembra esserci una pressione sociale agli acquisti", afferma l'esperto. Tra le persone che non attribuiscono grande importanza al Natale, il 53% intende comunque spendere soldi per fare regali, mentre fra chi non dà alcuna importanza al 25 dicembre la percentuale scende al 24%. La quota di chi acquista doni è decisamente più alta tra i giovani (82%) che tra gli over 55 (61%).

Il 42% degli intervistati dichiara di acquistare la maggior parte dei regali in contanti. Le carte di debito vengono utilizzate come metodo di pagamento principale dal 36% degli svizzeri, mentre il 28% ricorre soprattutto alle carte di credito. L'11% dei partecipanti al sondaggio paga il più delle volte con PayPal e altri servizi di pagamento diretto online. Molto meno usati sono metodi quali Twint (5%) e Apple o Samsung Pay (2%).

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