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Svizzera
Unione imprenditori attacca i sindacati
Redazione
14 anni fa

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) va all'attacco dei sindacati e rivendica un mercato del lavoro flessibile e liberale. In una conferenza stampa oggi a Berna ha respinto quelle che definisce "norme rigide" volute dalle organizzazioni di salariati, quali i salari minimi o le misure di protezione per i delatori, ossia chi segnala scorrettezze e ingiustizie ("whistleblowers"). Sul secondo pilastro chiede un adeguamento del tasso di conversione. Il mondo imprenditoriale elvetico giustifica l'attacco al sindacato facendo leva sul fatto che nel 2011 il numero degli occupati è cresciuto dello 0,6% e la disoccupazione è rimasta a un livello basso nel confronto internazionale. Questo buon risultato è stato raggiunto grazie "alla flessibilità e all'apertura del mercato svizzero", ha indicato Valentin Vogt, presidente dell'USI. Il padronato deplora la strategia sindacale volta a inserire nella legge norme obbligatorie per tutti. "Essi tendono a svilire soluzioni che sono state negoziate tra le parti sociali". Gli ultimi esempi lo dimostrano, secondo l'USI, che cita l'iniziativa sulle sei settimane di vacanza e quella per salari minimi. ATS

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