
La vita notturna cittadina è cambiata negli ultimi anni: più violenza, più rumore, più rifiuti lasciati per terra. Di fronte a questi mutamenti, l'Unione delle città svizzere (UCS) è giunta alla conclusione che le azioni sensibilizzatrici servono a poco: meglio valgono strumenti repressivi mirati. Dopo le discussioni e le polemiche sulla questione scoppiate nella primavera e nell'estate 2012 in diverse città elvetiche, l'UCS, che conta 125 membri tra cui le quattro maggiori località ticinesi, ha costituito un gruppo di lavoro, il cui rapporto è stato presentato oggi a Berna. Il gruppo ha rinunciato a formulare raccomandazioni concrete, ma ha allestito un "catalogo di idee", costituito da esempi concreti di provvedimenti già adottati in singole città. Una delle cause del moltiplicarsi degli atti di violenza - si rileva nel rapporto - è l'accesso quasi illimitato alle bevande alcoliche. I primi esempi di misure preconizzate riguardano dunque l'alcol: si va dal divieto di consumo in certi luoghi o a certe ore nello spazio pubblico, alle restrizioni di vendita, agli acquisti test per verificare se il divieto di vendita ai giovani è rispettato, all'aumento del prezzo, fino a idee più originali, come il "Centro di smaltimento delle sbornie" operativo a Zurigo dal marzo 2010. Altro effetto di quella che nel testo viene definita una "sempre maggiore commercializzazione della vita notturna" è il rumore, che crea non pochi conflitti con i residenti. Anche qui non mancano le idee: nel canton Ginevra, per esempio, la concessione per una manifestazione all'aperto può essere legata all'obbligo per gli organizzatori di munirsi di un sonometro: l'apparecchio misura i decibel e può fermare la musica se questa supera i valori limite autorizzati. Un altro capitolo riguarda le offerte speciali per i giovani, in cui sono elencate iniziative prese in varie città, in particolare sotto forma di locali loro destinati. Poco entusiasmo suscita l'abolizione completa della un tempo famosa "Polizeistunde" ("ora di polizia"). A Lucerna, nel 2009, la Città ha soppresso la chiusura generalizzata dei locali tra le 4 e le 5 del mattino per evitare il concentrarsi di persone rumorose in attesa dell'apertura di bar e caffè. In altre città, come Zurigo, vigono regolamenti simili. Il gruppo di lavoro rileva tuttavia che la formazione di raggruppamenti sparisce sì, ma il rumore continua, perché i nottambuli rimangono più a lungo per le strade prima di rientrare a casa. Nel rapporto si rileva una certa disillusione quanto alle campagne di sensibilizzazione. La Città di Berna, per esempio, ne ha lanciato una in grande stile nel 2008, ma i risultati non sono quelli sperati. Certo, i luoghi sottoposti a "pulizia intensiva" sono ora "meno vittime di littering (si 'osa' meno abbandonare rifiuti in luoghi puliti)", ma "gli appelli alla responsabilità individuale rimangono senza grande eco". Per contro, "la presenza di poliziotti in uniforme ha avuto un effetto preventivo chiaro". ATS
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