
La Coalizione del personale sanitario lancia oggi un appello urgente per invitare i parlamentari a correggere in modo sostanziale la Legge federale sulle condizioni di lavoro nel settore delle cure infermieristiche (LcInf). L'invito «è di introdurre una significativa riduzione dell’orario di lavoro, una chiave di ripartizione del personale che consenta cure di qualità e migliori supplementi per il lavoro notturno, nei fine settimana e nei giorni festivi». Si chiede anche di «mantenere l’obbligo a carico di tutti i datori di lavoro di rispettare almeno le leggi e i CCL cantonali e di definire il finanziamento necessario per queste misure per il settore».
Critiche alla politica
Nel 2021, viene ricordato, «l’elettorato aveva approvato a larga maggioranza l’iniziativa sulle cure, ma ad oggi i deputati si rifiutano di migliorare le condizioni di lavoro e, pertanto, di attuare la volontà popolare». La Commissione competente del Nazionale «ha addirittura ulteriormente peggiorato la già insufficiente proposta del Consiglio federale, rinunciando ad esempio a ridurre l’orario di lavoro massimo da 50 a 45 ore, come avviene nelle professioni d’ufficio». Inoltre «sono stati rivisti al ribasso praticamente tutti gli aumenti delle indennità, negata al Governo la competenza di emanare senza complicazioni ulteriori miglioramenti in caso di necessità e non sono state previste misure per un organico adeguato alle esigenze».
«L’esodo del personale è in pieno svolgimento»
Il Jobradar dimostra che nel settore sanitario «migliaia di posti di lavoro restano vacanti. Circa un terzo degli addetti alle cure abbandona la professione. Sono esausti e non ce la fanno più», si legge ancora. La carenza di personale «aggrava ulteriormente i problemi: giorno dopo giorno questi lavoratori fanno del loro meglio in condizioni di forte stress, sia sul piano fisico che psichico». Se la salute del personale sanitario è a rischio, «lo è anche la qualità dell’assistenza sanitaria alla popolazione. Già oggi molte persone non ricevono più le cure di cui hanno bisogno».

