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Svizzera
Unia minaccia referendum contro aumento età pensionamento donne
Redazione
17 anni fa

Unia lancia l'"allarme rendite". Per attirare l'attenzione sulle discussioni sull'11esima revisione dell'AVS in programma domani al Consiglio degli Stati, il sindacato ha organizzato azioni di protesta in dodici città e ha minacciato di lanciare un referendum contro un eventuale aumento dell'età di pensionamento per le donne e la riduzione delle rendite. A Zurigo, Berna, Basilea, Ginevra e altre città i sindacalisti hanno attirato l'attenzione dei salariati con sirene, fischietti e utensili da cucina contro quelli che definiscono "nuovi attacchi inaccettabili contro la previdenza vecchiaia". Se la maggioranza borghese avrà la meglio nelle discussioni alle Camere, afferma Unia, le rendite AVS diminuiranno ancora, l'età di pensionamento per le donne aumenterà mentre l'idea di un pensionamento flessibile sarà definitivamente scartata. La destra vorrebbe innalzare l'età di pensionamento femminile a 65 anni, malgrado il progetto sia stato chiaramente respinto in votazione popolare nel 2004. Secondo Unia i borghesi vorrebbero risparmiare 781 milioni di franchi a scapito delle donne con il pretesto dell'uguaglianza di trattamento. Dimenticano però che ancora oggi le donne guadagnano quasi il 20% in meno rispetto agli uomini e hanno prospettive professionali decisamente peggiori, ricorda il sindacato. Sempre con la scusa del risparmio, la maggioranza borghese si oppone ad una flessibilizzazione dell'età di pensionamento accompagnata da ammortizzatori sociali, che avrebbe aperto questa possibilità a tutti e non solo ai ricchi. La destra ha anche intenzione di ridurre le rendite AVS modificando l'indice misto, che determina l'adeguamento al carovita e all'evoluzione dei salari. Per molti pensionati questa decisione è insostenibile, tanto più che le rendite delle casse pensioni sono già state ridotte del 10%. Questi ripetuti attacchi "compromettono il principio costituzionale del diritto ad una vecchiaia dignitosa ed erodono drasticamente il potere d'acquisto", scrive Unia. Una simile decisione inoltre sarebbe "deleteria" per un'economia già in ginocchio a causa della crisi. La Banca nazionale e la Confederazione hanno sborsato "senza colpo ferire, 68 miliardi di franchi per acquistare i titoli tossici dell'UBS", ma la fattura per le perdite delle casse pensioni la presentano ai lavoratori, aggiunge Unia. I sindacati, le riviste per i consumatori e le parti sociali hanno già raccolto oltre 200'000 firme per il referendum contro il saccheggio delle rendite delle casse pensioni. Se il Parlamento non rinuncerà ai suoi piani di smantellamento, "lanceremo il referendum anche per difendere la nostra AVS", conclude il sindacato. ATS

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