
Unia si dice preoccupata della tratta di esseri umani in Svizzera e pubblica un elenco di provvedimenti per evitare lo sfruttamento della manodopera. Secondo il sindacato, sono necessarie misure concrete di sensibilizzazione e di lotta contro questo fenomeno. Esperti, rappresentanti sindacali, autorità e datori di lavoro si sono incontrati oggi a Berna, su invito di Unia, per un simposio sulla "Tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo".
Le richieste
Nell'ambito del piano d'azione nazionale contro questo fenomeno, Unia chiede ai datori di lavoro di assumersi le proprie responsabilità. In Svizzera, le reti di trafficanti di esseri umani esercitano pressioni fisiche e psicologiche su una forza lavoro che può essere sfruttata a piacimento. A queste intimidazioni si aggiungono truffe, inganni, isolamento, salari inadeguati e sfruttamento di una situazione di disagio, spiega Unia in un comunicato stampa. L'opuscolo con i provvedimenti consigliati mira a fornire una migliore protezione al personale interessato, evidenziando i rischi di sfruttamento. Unia punta in particolare su contratti di lavoro scritti, controlli sulle condizioni di lavoro con i subappaltatori, salari trasparenti con pagamenti regolari, retribuzione indipendentemente dallo status di residenza e rispetto degli standard sanitari.
Unia chiede inoltre ai datori di lavoro di garantire che i salari siano in linea con i contratti collettivi di lavoro (CCL) e con gli "standard etici e sociali", compresi quelli dei subappaltatori le cui pratiche sono talvolta poco trasparenti.

