
Il sindacato Unia esige uno stop tecnico e la chiusura dei principali cantieri nel settore delle costruzioni in Svizzera. Secondo l'organizzazione, le misure di protezione dell'Ufficio federale di sanità pubblica (UFSP) non vengono rispettate. Unia ha reso noto la lista di controlli messi a punto dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), in collaborazione con UFSP e Suva. I risultati dei rapporti, che riguardano 1980 cantieri, sono "stupefacenti", si legge in un comunicato odierno.
"Le misure dell'UFSP non vengono rispettate"Secondo i documenti, nell'84% dei casi le distanze prescritte non possono essere rispettate sul luogo di lavoro. Inoltre, nell'80% dei casi i trasporti di gruppo non vengono effettuati in maniera conforme alle regole. Tre quarti dei rapporti (74%) evidenziano che gli operai non sempre utilizzano attrezzi personali e non li disinfettano in caso di passaggio ad un'altra persona. Inoltre, il 72% delle installazioni sanitarie non vengono pulite regolarmente e mancano salviette monouso nonché sapone in quantità sufficiente.
"Non rimane altra scelta"È urgente far rispettare le norme per fermare la propagazione dell'epidemia e minimizzare i danni economici, sottolinea il sindacato. Per questo motivo "non rimane altra scelta" se non quella di uno stop tecnico ai lavori. In linea di principio i cantieri devono essere fermati, con eccezioni decise dalle autorità competenti in collaborazione coi partner sociali. Se le aziende sono in grado di provare il rispetto delle regole, il lavoro può proseguire. I costi del blocco, sempre secondo Unia, dovrebbe essere coperti dallo Stato.
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