
Unia ha aperto oggi pomeriggio al centro dei congressi Palexpo di Ginevra, con un dibattito sull'Europa, i lavori del suo quarto Congresso ordinario, che proseguirà fino a sabato a mezzogiorno. I 350 delegati del sindacato più grande della Svizzera, fondato nel 2005, tracceranno un bilancio delle attività svolte negli scorsi quattro anni e definiranno la strategia e gli obiettivi per i prossimi anni, si legge in una nota. Adotteranno inoltre una serie di risoluzioni su temi d'attualità ed eleggeranno i vertici del sindacato. La presidente Unia Vania Alleva ha sottolineato il consolidamento registrato dall'ultimo congresso tenutosi nel 2012: gli iscritti sono cresciuti di anno in anno superando la soglia dei 200'000 affiliati alla fine del 2015. Unia è inoltre "riuscita ad imporre miglioramenti in diversi importanti contratti collettivi di lavoro (industria meccanica, elettrotecnica e metallurgia MEM, industria alberghiera e della ristorazione, industria orologiera) e a contrastare gli attacchi sferrati dai datori di lavoro". No a contingenti, no a RASA La prima giornata congressuale era incentrata sulla questione dell'Europa. I delegati hanno adottato una risoluzione in cui hanno sottolineato "la loro categorica opposizione ai contingenti e alle nuove discriminazioni nell'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa". Se necessario, Unia è pronta a lanciare un referendum, si legge nel comunicato. Il sindacato si oppone però anche all'iniziativa popolare RASA, che vuole l'abrogazione pura e semplice del nuovo articolo costituzionale 121a formulato nell'iniziativa dell'UDC accettata dal popolo il 9 febbraio 2014. La ritiene infatti "discutibile sul piano democratico ed errata sul piano politico, dato che si limita a ribadire un impegno a favore degli Accordi bilaterali senza esigere un miglioramento delle misure di accompagnamento". Misure che Unia vuole rafforzare per migliorare la protezione dei lavoratori "al cospetto dell'aumento costante del dumping salariale e della diffusione di rapporti di lavoro precari e del lavoro interinale". A suo avviso una "priorità agli indigeni" non rappresenta un'alternativa percorribile. Al congresso è intervenuto come ospite Jacques de Watteville, negoziatore capo nelle trattative della Svizzera con l'UE. Il segretario di Stato ha sottolineato l'importanza delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone."Il Consiglio federale è pronto a fare di tutto per rendere il più efficiente possibile il dispositivo di lotta contro il dumping salariale", ha assicurato de Watteville citato nella nota.
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