
La guerra in Medio Oriente avrà un impatto negativo sulla stagione estiva per il settore turistico svizzero: secondo le previsioni dell'Istituto KOF, il centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo, i pernottamenti fra inizio maggio e fine ottobre scenderanno a 24,8 milioni, con una flessione annua dell'1,6%.
Ospiti asiatici in calo
A incidere saranno in particolare gli ospiti asiatici, che quest'estate viaggeranno molto meno verso la Svizzera: il KOF stima una contrazione del 10% per gli arrivi dal continente, con un calo addirittura del 26% per i cinesi. Un anno fa, nella stessa stagione, gli asiatici rappresentavano il 12,4% dei pernottamenti esteri: nel 2026 la quota scenderà all'11,5%.
Guerra come causa principale
La causa principale è la guerra in Iran, che ha sconvolto il traffico aereo: il rincaro del carburante, le tariffe più salate e le rotte più lunghe o incerte rendono i viaggi intercontinentali verso la Svizzera meno attraenti. «Mentre gli ospiti europei possono ancora raggiungerci comodamente in auto, treno o con voli brevi, i mercati lontani subiscono il contraccolpo più duro», si legge in uno studio pubblicato oggi.
Domanda interna
La domanda interna non sarà in grado di compensare questa tendenza: per i viaggiatori svizzeri si prevedono 11,8 milioni di pernottamenti, con un aumento limitato allo 0,2%. L'Europa, invece, segnerà un calo marginale dello 0,4%, attestandosi su 6,7 milioni di notti: anche in questo caso l'incertezza e l'aumento dei prezzi dei voli spingeranno molti a scegliere destinazioni più vicine rispetto alla Confederazione.
Le previsioni del KOF confermano in larga parte quelle dell'istituto BAK Economics della scorsa settimana, che aveva pronosticato un meno 1,0% per l'estate 2026. Per il prossimo inverno 2026/27, invece, il quadro - nell'ottica degli operatori - è più rassicurante: il KOF si aspetta 18,7 milioni di pernottamenti, un dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. «L'inverno dipende meno dai viaggi intercontinentali ed è sostenuto principalmente dagli ospiti svizzeri e dai mercati europei vicini», affermano gli specialisti.

