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Svizzera
Un’altra volta si decide mercoledì
Filippo Suessli
5 anni fa
Questa settimana il Consiglio federale si chinerà sul da farsi per affrontare la pandemia. Forti pressioni per le riaperture, ma c’è chi frena

Sapere quando si riunisce il Consiglio federale, in tempi normali, non è un’informazione indispensabile. La conoscono gli addetti ai lavori e pochi altri. Da oltre dodici mesi, però, la storia è cambiata: “si decide il 14” è il tormentone dell’ultimo mese. È infatti nella seduta di governo di questo mercoledì che a Berna i sette consiglieri federali si chineranno sul dossier riaperture.

Gli indicatori
Ma cosa deciderà il governo? Stando agli indicatori non molto. Infatti per riaprire il Consiglio federale si basa alcune cifre, attualmente, solo due rispettano i criteri stabiliti. Il tasso di positività, che dovrebbe essere sotto il 5%, è ancora al 6,3%. Il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva è invece al 21%, sotto al 25% previsto. Anche il tasso di riproduzione del virus, che deve essere inferiore a 1, è attualmente a 0,96. Infine l’incidenza, che dovrebbe essere sotto i 200, venerdì era ancora a 284,52.

L’Udc fa pressione
Ma se i numeri lasciano presagire una decisione scontata, sul Consiglio federale vi sono parecchie pressioni. I democentristi stanno puntando su due fronti. Da un lato hanno lanciato l’offensiva al Plr. Ieri il presidente Marco Chiesa ha attaccato i due consiglieri federali liberali definendoli “disorientati” e giudicando non più giustificata la doppia rappresentanza in governo del Plr. L’altra partita democentrista, invece, si giocherà oggi nella Commissione economia e tributi del Consiglio nazionale, dove l’Udc presenterà ben tre proposte.

Le proposte
La prima prevede che le riaperture, in particolare quelle dei ristoranti, avvengano già il 19 aprile. La seconda sposta l’ultimatum al primo maggio. Mentre la terza non fa alcuna data, ma chiede al governo un piano di riapertura chiaro e dettagliato. Stando alla stampa d’oltralpe sarebbe quest’ultima idea a raccogliere più consensi tra gli altri partiti. Infine la consigliera nazionale Udc Magdalena Martullo-Blocher chiede anche che l’obbligo di mascherina sia annullato per i vaccinati.

I cantoni
Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) Lukas Engelberger considera l’apertura delle terrazze dei ristoranti il prossimo lunedì 19 aprile “praticamente senza rischi”. Tuttavia, ritiene “impossibile” che mercoledì il Consiglio federale annunci una riapertura totale. Lo stesso Engelberger, così come diversi cantoni, vorrebbe una politica di piccoli passi, con riaperture graduali. Ad esempio, il via libera alle terrazze dei ristoranti oppure l’alleggerimento delle restrizioni per alcune attività sportive o culturali minori, ha detto il presidente della CDS, intervistato ieri alla RTS. Con l’arrivo della primavera, molte persone trascorrono molto tempo all’aperto e in questo senso non si corre alcun rischio supplementare con l’apertura delle terrazze. Varrebbero infatti le regole dello scorso autunno, con tavoli da massimo quattro persone e una stretta osservanza delle misure sanitarie. Sconfessati dal Consiglio federale a metà marzo, numerosi cantoni vorrebbero ora procedere ad allentamenti: già un mese fa i cantoni - all’unanimità - si erano pronunciati a favore dell’apertura delle terrazze, con la maggioranza di essi che chiedeva pure l’accesso alle aree interne. Il governo, nonostante ciò, aveva proseguito per la sua strada posticipando la decisione al 14 aprile.

Gli imprenditori
Oltre all’Udc, a chiedere riaperture immediate vi è anche il mondo economico. Il presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori Valentin Vogt ha trovato spazio sulla stampa. Intervistato venerdì dalla Srf ha dichiarato che, secondo lui, tra le 20 e le 30mila nuove infezioni al giorno sarebbero ormai gestibili di fronte alla vaccinazione avvenuta delle persone più a rischio. Le dichiarazioni di Vogt sono state definite “irresponsabili, immorali e irrilevanti” dall’infettologo Manuel Battegay. Il medico ha sottolineato come non siano solo i più anziani a finire in terapia intensiva e ha anche avvertito: con 30mila infezioni al giorno gli svizzeri perderebbero verosimilmente il diritto di viaggiare, finendo il Paese su praticamente qualunque lista rossa del pianeta.

Gli studenti
A chiedere allentamenti è anche l’Unione degli studenti universitari. Attraverso i loro canali social, gli studenti chiedono un ritorno all’insegnamento ibrido il più presto possibile anche all’università. Inoltre chiedono che in ogni fase della riapertura il Consiglio federale prenda in considerazione le loro problematiche. Infine, oltre a chiedere sostegno finanziario per gli studenti messi in difficoltà dalle chiusure, chiedono di poter tornare a fare gli esami faccia a faccia al più presto o che vengano comunicate in anticipo le modalità di esame.

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