
Non c'è un giorno e non c'è una festa che non mieta una vittima "in strada" in Svizzera. Almeno un morto ogni 24h registra l'Upi, Ufficio prevenzione infortuni. E se qualcuno prova a dire che campagne di prevenzione, investimenti in miglioramenti delle strade e nella sicurezza, così come innovazioni tecnologiche introdotte nei mezzi di trasporto, siano servite a poco, si sbaglia di grosso. Se la circolazione fosse rimasta ai livelli del 1971, sino a oggi avrebbero perso la vita 37 mila persone in più, e altre 355 mila sarebbero rimaste gravemente ferite. Sarebbe stato un bilancio molto più gravoso dunque. Gli interventi di polizia, le procedure legali, gli scontri stradali, costano. Per questo si può dire fieramente che investire in sicurezza fa "risparmiare soldi" oltre che vite.Le vittime "sulla strada" continuano a scendere. "In Ticino, l'anno scorso, sono stati registrati 14 morti, 327 feriti gravi e 1.078 feriti leggeri. Meno rispetto all'anno prima, quando i morti erano stati 23, i feriti gravi 312 e quelli leggeri 1.167", riporta il domenicale il Caffè. Gli automobilisti pare stiano acquisendo sempre più consapevolezza. Ma ancora non basta.C'è, ad oggi, troppa disattenzione e superficialità alla guida, come sottolinea lo studio dell'Upi. "Tra le cause degli incidenti anche l'inosservanza del diritto di precedenza, la velocità, poi l'alcol e infine quella che tecnicamente viene indicata come l'imperizia nell'uso del proprio mezzo." Altro dato inquietante è la crescita degli incidenti che vedono coinvolti i ciclisti. Mentre l'emergenza nei week end rimane sempre il più grosso campanello d'allarme.
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