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Svizzera
“Una trincea sociale che ci sta logorando”
Il presidente dell’Udc nazionale Marco Chiesa. Foto CdT/Gabriele Putzu
Il presidente dell’Udc nazionale Marco Chiesa. Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
È scontro tra i partiti di governo dopo i colloqui Von Wattenwyl di venerdì, durante i quali Alain Berset ha delineato un prolungamento delle misure

Venerdì sul tavolo dei colloqui di Von Wattenwyl, i regolari incontri tra il governo e i vertici dei partiti che ne fanno parte, il tema caldo era chiaramente il confinamento. Alain Berset non ha dato buone notizie ai presenti: il Consiglio federale intende mantenere le misure attuali (se non con qualche allentamento minore) anche oltre il 28 febbraio. A rivelarlo sono i maggiori domenicali della Svizzera interna. Ma sui contenuti della riunione è in corso uno scontro tra l’Udc e gli altri schieramenti. C’è chi sostiene che i democentristi cerchino di destabilizzare il Consiglio federale. Accusa che l’Udc respinge fermamente.

La lettera dell’Udc

L’Udc, in una lettera, firmata dal presidente Marco Chiesa e dal capogruppo alle Camere Thomas Aeschi e inviata agli altri partiti e alla Cancelleria federale, sostiene che Berset abbia parlato di un semiconfinamento che durerà anche fino a luglio/agosto. A scriverlo è la SonntagsZeitung. Pur non sbilanciandosi particolarmente sul contenuto dei colloqui (tradizionalmente riservati) gli altri partiti respingono l’interpretazione dei contenuti dell’incontro fatta dall’Udc. il presidente dell’Alleanza di Centro Gerhard Pfister ha parlato di “Kindergarten” (asilo), la Plr Petra Gössi ha l’ha definita mancanza di stile, mentre il copresidente Ps Cédric Wermuth ha definito l’affermazione dell’Udc “assurda”. Secondo fonti della SonntagsZeitung l’intenzione è quella di voler destabilizzare il Consiglio federale sul tema della pandemia.

“È nostro dovere essere critici e costruttivi”

Marco Chiesa, presidente dell’Udc, però non vuole passare per colui che cerca di minare la stabilità delle autorità. “Di fronte a una situazione che sta diventando socialmente insostenibile, oltre che devastante in termini di perdita di posti di lavoro, un partito ha il dovere di essere critico e costruttivo”, dichiara da noi contattato. “Al contrario del fragoroso silenzio di altri, l’UDC ha sempre apertamente sostenuto, fin dall’inizio di questa pandemia, che il nostro Paese aveva il compito di proteggere i gruppi a rischio, di promuovere delle misure di prevenzione sostenibili nel tempo, di garantire un tracciamento delle infezioni efficace e di condurre dei test su larga scala. Di recente poi si è aggiunta l’esigenza di comunicare e assicurare alla popolazione un chiaro piano di vaccinazione”.

“Confusione e contraddizioni”

L’Udc però, ci spiega, lamenta “la confusione e le contraddizioni” che sarebbero “oramai all’ordine del giorno”. Quale esempio porta “le continue correzioni del fattore di riproduzione, le accelerazioni e le frenate nelle vaccinazioni che si sommano alle incomprensibili chiusure di interi settori economici”. Secondo Chiesa siamo ormai “costretti a vivere in una sorta di trincea sociale, che ci sta logorando, di cui inoltre si sta chiaramente sottovalutando l’impatto psicologico”. E conclude: “Concordo con il già responsabile delle malattie trasmissibili Daniel Koch quando afferma che non è ragionevole subordinare tutta la nostra vita al virus, che non sparirà né oggi né domattina”.

Il governo deciderà il 17 febbraio

La data fatidica, per capire quale strada intraprenderà la Svizzera nella prossima fase della lotta al virus, è fissata per il 17 febbraio. Quel mercoledì il tema principale all’ordine del giorno del Consiglio federale saranno proprio le misure in vigore. I dati dei prossimi giorni si riveleranno quindi fatidici e soprattutto sarà la circolazione delle mutazioni del coronavirus a spingere il governo da una parte oppure dall’altra.

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