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Svizzera
Una tassa d'ingresso per i profughi?
Una tassa d'ingresso per i profughi?
Una tassa d'ingresso per i profughi?
Redazione
10 anni fa
È basata sul modello svizzero, la controversa proposta di due economisti tedeschi dell'Università di Zurigo

Il flusso migratorio verso l'Europa è sempre più vasto e incontrollato, e ha tragicamente evidenziato la mancanza di preparazione da parte degli Stati europei nel gestirlo al meglio. Ma se da un lato sempre più risorse vengono spese per tentare di porvi un freno, dall'altro porta introiti milionari nelle tasche di scafisti e trafficanti di esseri umani. Nel tentativo di impedire ai profughi di percorrere la sanguinosa rotta mediterranea, l'UE stessa ha preso in considerazione l'eventualità di finanziare e costruire dei campi di accoglienza direttamente in territorio libico (vedi articolo suggerito).  

Una nuova e più pragmatica proposta è stata formulata negli scorsi giorni da due economisti tedeschi, professori presso l'università di Zurigo. Come riportato dall'edizione odierna del Blick, Margit Osterloh Bruno S. Frey paiono intenzionati a chiedere ai migranti una "tassa di ingresso". Si tratterebbe di un esborso più alto di quello richiesto dai trafficanti di uomini, soggetto alle "fluttuazioni del mercato". La tassa dovrebbe anche essere determinata "in base alla domanda che esiste nel Paese che li dovrebbe accogliere", persino "tenendo conto della disponibilità della popolazione ad accogliere altri migranti".

In questo modo, scrivono i due influenti economisti, si sospenderebbero le norme che addossano alle compagnie aeree la responsabilità dei migranti che viaggiano senza visto, che dovrebbero arrivare dunque in modo sicuro a destinazione dopo aver pagato la "tassa d'ingresso".

La tassa avrebbe il duplice vantaggio di lasciare i trafficanti di esseri umani a mani vuote e di indirizzare risorse finanziarie verso quei Paesi che si assumono la responsabilità di accogliere e integrare i profughi. Se in seguito la richiesta di asilo dovesse essere accolta, i profughi dovrebbero ricevere indietro i loro soldi.

Secondo Osterloh e Frey, è una proposta che si ispira apertamente al modello svizzero, che impone già adesso ai migranti di consegnare, quando entrano nel Paese, una parte delle loro ricchezze alle autorità elvetiche. Tuttavia ammettono che saranno necessari dei criteri selettivi all'ingresso. Così ancora Osterloh: "Il flusso migratorio è talmente incontrollato che non si accolgono solo rifugiati di guerra. E questo ovviamente porta i suoi svantaggi. Dobbiemo proteggerci dal fatto che mezza Africa vorrebbe trovare rifugio da noi"

Ovviamente non sono mancate feroci critiche: Stefan Frey, portavoce dell'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati, la definisce irrealizzabile e contraria a qualsiasi diritto umano. "Il diritto all'asilo non deve prescindere dalle capacità finanziarie. Prima bisogna accogliere i rifugiati, poi si valuterà la loro disponibilità finanziaria, non il contrario! Monetizzare l'arrivo dei profughi significa imporre una selezione a priori. Sarebbe molto più utile se l'Europa standardizzasse i propri programmi di accoglienza e integrazione, ma siamo ancora lontani anni luce."

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