
La Posta svizzera è anche un po' vietnamita. Un'affermazione forse un po' esagerata, è vero però che, come riporta il Caffé, il Gigante Giallo si affida a personale vietnamita per decifrare gli indirizzi illeggibili.
La faccenda è stata portata alla luce da un servizio del quotidiano friborghese La Liberté nelle scorse settimane. La Posta, per far riscrivere gli indirizzi dei pacchi che risultano illeggibili e dunque difficili da far recapitare, si affida a degli impiegati vietnamiti, i quali ricevono via internet i recapiti mal scritti e, quando in Europa è notte, li decrittano, riuscendo a rispedirli giusto in tempo per la consegna della corrispondenza in Svizzera.
In questo modo riescono a far risparmiare alla Posta le indennità per il lavoro notturno del proprio personale. Un fatto che ha alimentato una piccola discussione estiva. "Il risparmio che si ottiene da un'operazione del genere è marginale, mentre dal punto di vista simbolico viene commesso un errore", ha commentato il consigliere nazionale liberale-radicale vodese, Olivier Français. "D'accordo che la Posta deve economizzare sui costi, tuttavia rimane pur sempre un'azienda svizzera ed è qui, in Svizzera, che deve lavorare" gli ha fatto eco il deputato socialista ed ex postino Eric Voruz.
Prontamente è arrivata anche la replica del Gigante giallo, che ha precisato che l'accusa di esternalizzazione è infondata. Il lavoro di interpretazione degli indirizzi viene infatti svolto dai dipendenti della Swiss Post Solutions, filiale vietnamita. "A parte il fatto che noi applichiamo, ovunque, il nostro codice etico e sociale, è giusto si sappia che i nostri collaboratori vietnamiti ricevono una retribuzione decisamente superiore agli standard locali", ha precisato Nathalie Dérobert, portavoce della Posta.
Nonostante la cifra delle retribuzioni non sia nota, si sa che a Ho Chi Minh City (ex Saigon), i collaboratori di Swiss Post Solutions ammontano a 1200.
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