
Greenpeace Svizzera ha presentato una denuncia contro le autorità di vigilanza della piazza finanziaria. “Banche, casse pensioni, assicurazioni e Banca Nazionale Svizzera alimentano la crisi climatica investendo su scala mondiale in attività economiche dannose per il clima. I flussi miliardari verso i settori del carbone, del petrolio e del gas dimostrano che le misure volontarie non bastano. Obiettivi chiari e limiti vincolanti devono essere imposti dalla politica e dalle autorità di vigilanza”, scrivono in una nota.
Il problema
A quattro anni dall’Accordo di Parigi, “la piazza finanziaria svizzera continua ad alimentare la crisi climatica investendo su scala mondiale in attività̀ dannose per il clima, ed è corresponsabile di emissioni di gas serra 20 volte superiori a quelle che la Svizzera emette al suo interno. “Fra le più grandi e competitive del mondo, essa dovrebbe assumere il ruolo di pioniera ed essere parte della soluzione. Il suo impegno per il clima rimane invece insufficiente e vago”, asserisce l’Ong.
La soluzione
Per finanziare il passaggio a un’economia rispettosa del clima mancano, nel mondo, “decine di migliaia di miliardi di franchi, ancora vincolati alle tecnologie dannose”. Per la piazza finanziaria svizzera “riorientare gli investimenti verso soluzioni energetiche sostenibili, molte delle quali già attuabili e proficue, rappresenterebbe una grande opportunità e una strategia vantaggiosa e sicura anche per gli azionisti”. Purtroppo, gli attori finanziari – proseguono – “non mostrano la volontà di autoregolamentarsi. Spetta alla politica agire con urgenza e imporre delle misure vincolanti, per salvaguardare gli interessi della popolazione e proteggere il pianeta per le generazioni future”.
La denuncia di Greenpeace
Per questo motivo, Greenpeace Svizzera ha presentato una denuncia formale alle Commissioni della gestione (CdG) delle Camere federali. La denuncia è diretta contro le autorità di vigilanza FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) e CAV PP (Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale) e contro la Banca Nazionale Svizzera.
L’Assemblea federale deve utilizzare i mezzi di controllo a sua disposizione per assicurarsi che la FINMA e CAV PP:
• si assicurino che, a partire dal 2021, gli istituti da loro controllati elaborino ogni anno un rapporto sulle loro emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra, e che questo rapporto venga pubblicato; • garantiscano che gli istituti e le società monitorati allineino i loro flussi finanziari con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2°C, idealmente a 1,5°C;
• integrino i rischi climatici finanziari nel loro mandato di sorveglianza e nella loro pianificazione strategica. Inoltre, l’Assemblea federale deve utilizzare i mezzi di controllo a sua disposizione per assicurarsi che la Banca Nazionale Svizzera;
• comunichi annualmente e pubblicamente le sue emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra, a partire dal 2021;
• tenga conto dei rischi climatici legati alla finanza e della compatibilità con il clima della sua politica di investimento e della sua politica monetaria;
• ne riferisca con un rapporto annuale.
Azione collettiva
La denuncia di Greenpeace è sostenuta da un’azione collettiva che in pochi giorni ha già raccolto migliaia di sottoscrizioni, confermando quanto emerso da una recente indagine rappresentativa: un’ampia maggioranza della popolazione svizzera è favorevole all’idea che la piazza finanziaria reindirizzi le proprie attività per renderle compatibili con la protezione del clima. Le sottoscrizioni continueranno nei mesi di agosto e settembre, online e attraverso azioni di sensibilizzazione in tutta la Svizzera.
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