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Svizzera
Una fattura da 125'573 franchi per Doris Leuthard
Redazione
11 anni fa
Gliel'ha inviata l'associazione "No al raddoppio del Gottardo". Alla consigliera federale viene chiesto di pagare le spese del referendum

Un referendum non è gratis, raccogliere le firme costa. Lo ricordano i promotori del referendum "No al raddoppio del Gottardo", che hanno quindi inviato la fattura dei costi da loro sostenuti, 125'573 franchi, alla consigliera federale responsabile dei trasporti, Doris Leuthard.

Il calcolo, spiega il comitato "No al raddoppio del Gottardo", è molto semplice: 1 tubo + 1 tubo = 2 tubi = doppia capacità stradale. Ma la Costituzione federale svizzera vieta l'aumento della capacità delle strade di transito attraverso le Alpi. Teoricamente l'associazione "No al raddoppio del Gottardo" non avrebbe dunque dovuto raccogliere le firme contro un secondo tubo stradale al Gottardo, poiché una modifica della Costituzione deve in ogni caso essere sottoposta al popolo.

"Il Consiglio federale ha tuttavia voluto evitare proprio una tale votazione, promettendo che, per legge, si stabilisce che i due tubi disponibili saranno usati solo a metà", spiega Jon Pult, Co-Presidente dell'associazione "No al raddoppio del Gottardo".

Contro questa legge l'associazione «No al raddoppio del Gottardo», che riunisce 50 Organizzazioni, ha lanciato con successo il referendum. Ora l'associazione manda la fattura della raccolta delle firme alla diretta responsabile, la consigliera federale Doris Leuthard. «Con la sua decisione di far passare il raddoppio della galleria del Gottardo per via legislativa, il Consiglio federale ci ha costretti a organizzare la raccolta delle firme. Quindi la fattura va direttamente alla direttrice del Dipartimento competente, consigliera federale Doris Leuthard, afferma Caroline Beglinger, Co-Presidente dell'associazione «No al raddoppio del Gottardo». Una firma costa circa 1 franco (stampati, spese di spedizione, vidimazione delle firme presso i Comuni, ecc.). Poiché entro la metà di gennaio abbiamo raccolto 125'573 firme, questo è anche l'importo della fattura."

Rinomati esperti di diritto costituzionale come Alain Griffel hanno già avvertito per tempo che sarebbe necessaria una votazione per modificare la Costituzione, ricordano i promotori di "No al raddoppio del Gottardo". Ritiene infatti che la proposta del Consiglio federale con una semplice modifica di legge non sia compatibile con la Costituzione, come ha scritto sulla NZZ: «Dal punto di vista giuridico, una modifica della Costituzione, cioè un adeguamento dell'articolo sulla protezione delle Alpi, sarebbe possibile in ogni momento, ma solo tramite una revisione costituzionale e non dalla porta di servizio». L'esperto di diritto pubblico sangallese Rainer Schweizer ha scritto: «L'idea delle gallerie con una corsia chiusa al traffico è bella sulla carta, ma di fatto è un'informazione ingannevole alla popolazione, poiché non può essere applicata». Persino l'Ufficio federale di giustizia ha scritto in una lettera all'USTRA, che «il modo di procedere proposto... è giuridicamente problematico».

L'Associazione «No al raddoppio del Gottardo» ha inviato la fattura alla Ministra dei trasporti Doris Leuthard dopo l'Assemblea dei membri tenuta martedì.

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