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Svizzera
Una delle due mogli sarà espulsa
Una delle due mogli sarà espulsa
Una delle due mogli sarà espulsa
Redazione
10 anni fa
Il TF ha confermato l'espulsione per una delle mogli di un bigamo kosovaro, naturalizzato dopo un'unione di comodo

È una storia che ha quasi dell’incredibile quella di un cittadino kosovaro di 50 anni domiciliato nel Canton Vaud. Una vera e propria doppia vita da commedia all’italiana, con tanto di due mogli, un matrimonio di comodo e gli immancabili problemi giudiziari. Ma al contrario di quanto accade sul piccolo e grande schermo, questa volta non c'è stato il lieto fine per i protagonisti della vicenda. 

La vicenda è approdata fino al Tribunale federale, che negli scorsi giorni ha deciso l'espulsione di una delle sue mogli. L’uomo, si legge nella sentenza dei giudici, era arrivato in Svizzera nel 1988 e due anni più tardi aveva sposato una cittadina italiana. In seguito alla naturalizzazione della moglie, il kosovaro ha potuto beneficiare di una procedura di naturalizzazione facilitata nel 2005. La coppia, che non ha mai avuto figli, ha divorziato nel 2012.

La storia inizia a diventare intricata nel 1991 quando l’uomo ha sposato in patria una cittadina kosovara, dalla quale ha avuto tre figli. Questo matrimonio è stato più breve di quello “parallelo” contratto in precedenza ed è finito nel 2004. Un anno più tardi, le autorità vodesi lo hanno condannato per bigamia.

Il 19 aprile 2013 la consorte kosovara ha richiesto dei permessi di soggiorno per lei e per due dei suoi figli in virtù del ricongiungimento famigliare. Permessi che le sono stati negati circa un anno più tardi dal Servizio della popolazione del Canton Vaud. La coppia si è risposata nell’agosto del 2014 e in seguito al nuovo matrimonio la donna e due dei suoi figli sono rientrati illegalmente in Svizzera per poi richiedere nuovamente le autorizzazioni di soggiorno, ma le autorità vodesi hanno nuovamente respinto la richiesta (trattata come un riesame di quella precedente) e hanno disposto la loro espulsione. Vano un primo ricorso al Tribunale cantonale vodese, i tre si sono rivolti al Tribunale federale.

Ma i giudici di Mon Repos hanno dato ragione alle autorità vodesi. Nel ricorso, la donna e i figli contestavano la ricostruzione delle autorità cantonali, che avevano evidenziato il carattere fittizio del matrimonio contratto con la prima moglie (volto ad ottenere la cittadinanza svizzera). Una ricostruzione che il TF ha giudicato veritiera, evidenziando inoltre come non vi fossero i presupposti per un ricongiungimento famigliare dal momento che gli interessati hanno più volte tentato di mentire alle autorità, rientrando illegalmente sul territorio elvetico. I tre non hanno inoltre mai vissuto in Svizzera e non hanno compiuto alcuno sforzo per integrarsi durante il loro soggiorno illegale. Nei confronti del padre di famiglia, sottolinea il TF, non può essere disposto il ritiro del passaporto svizzero ma la situazione di bigamia da lui portata avanti è un ulteriore ostacolo alla richiesta dei suoi famigliari.

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