
Da oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha messo a disposizione una "hotline" per rispondere alle domande della popolazione sul coronavirus. La linea telefonica gratuita, che avrebbe dovuto essere aperta alle 12.00, è stata però messa in servizio soltanto un'ora più tardi. Intanto una decina di cittadini svizzeri in Cina, che si trova nella zona posta in quarantena, auspica un rimpatrio rapido nella Confederazione.
Altre hotline attive
Chi avesse quesiti sul coronavirus 2019-nCoV, sulla sua trasmissione o volesse altre informazioni, può comporre il numero telefonico seguente 058 463 00 00. Due altre linee sono disponibili dalle 15.00, una per gli specialisti (058 462 21 00) e un'altra per i viaggiatori che intendono rientrare in Svizzera (058 464 44 88), ha indicato all'agenzia Keystone-ATS il portavoce dell'UFSP Daniel Dauwalder. La "hotline" è gestita dall'impresa specializzata in telemedicina Medgate, con sede a Basilea.
Finora nella Confederazione sono stati registrati circa 50 casi sospetti e tutti sono risultati negativi ai test. Visto l'esiguo numero l'UFSP non farà un aggiornamento quotidiano dei casi sospetti. Qualora tuttavia uno dovesse rivelarsi positivo, l'ufficio federale informerà immediatamente la popolazione.
Rischio di importazione elevato
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) stima che attualmente il rischio di un'importazione della malattia sia elevato. Altrettanto vale per la Svizzera, scrive l'UFSP sulla sua pagina internet dedicata al coronavirus.
Per il momento non sono raccomandate misure per i passeggeri in arrivo in Svizzera come quelle adottate in alcuni Paesi. Il Centro nazionale di riferimento per le infezioni virali emergenti (CRIVE) di Ginevra è in grado di rilevare il nuovo coronavirus attraverso esami di laboratorio dei casi sospetti. L'UFSP e i suoi partner si preparano inoltre a tutti i livelli a una possibile ulteriore diffusione della malattia.
Svizzeri vogliono rimpatriare, ma organizzazione complessa
Nel frattempo una decina di Svizzeri che si trova in Cina, spera in un rapido rientro nel Paese d'origine. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è in contatto permanente con loro, hanno precisato a Keystone-ATS i servizi di Ignazio Cassis.
L'organizzazione del rimpatrio è tuttavia molto complessa, aggiunge il DFAE. Berna è in contatto con altri Paesi e organizzazioni che stanno predisponendo voli per rimpatriare persone presenti nella zona posta in quarantena. Le capacità sono però estremamente limitate a causa delle restrizioni imposte dalla Cina. Nel Paese asiatico risiedono attualmente 4'156 cittadini elvetici, con i quali l'ambasciata svizzera è in contatto regolare, ha ricordato il DFAE.
Dal canto suo il consigliere federale Ignazio Cassis, a margine di una conferenza stampa, ha spiegato che in caso di quarantena dichiarata su vasta scala tendenzialmente non si sposta nessuno. Il DFAE è comunque disponibile per fornire consigli e consulenza a tutti gli Svizzeri che si trovano in Cina.
Accesso al sistema d'allerta
Nel frattempo l'Unione europea ha accolto una richiesta della Confederazione, affinché Berna possa avere accesso al sistema europeo d'allerta precoce e di reazione (SAPR). Si tratta di una piattaforma di scambio concernente le minacce transfrontaliere sulla sanità. L'accesso della Confederazione al sistema è limitato alla crisi del coronavirus, ha precisato a Keystone-ATS un portavoce della Commissione europea. Grazie a questa messa in rete, i Paesi membri dell'Ue e la Svizzera possono dare immediatamente l'allerta, valutare i rischi per la sanità e determinare le misure che possono essere necessarie per proteggere la salute della popolazione.
Rimborsi ai clienti di Hotelplan Suisse
I passeggeri che hanno prenotato un viaggio in Cina, ma vogliono disdirlo a causa dell'emergenza creatasi per il coronavirus, possono dormire sonni tranquilli. O perlomeno chi ha prenotato con Hotelplan Suisse. L'agenzia di viaggio è infatti disposta ad annullare le prenotazioni senza spese aggiuntive. Un beneficio che vale solo per le partenze programmate fino alla fine di febbraio.
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