
Si delineano i dettagli della commissione d'inchiesta parlamentare che dovrebbe far luce sull'acquisto di Credit Suisse da parte di UBS. Dovrebbe essere composta di 14 membri delle Camere federali e disporre di un credito d'impegno di 5 milioni di franchi, precisa oggi l'Ufficio del Nazionale, dopo aver adottato il decreto in materia. Per la precisione, a formarla dovrebbero essere sette esponenti della Camera dei cantoni e altrettanti di quella del popolo, si legge in una nota.
Su cosa si indagherebbe
L'inchiesta riguarderà la gestione operata negli ultimi anni dal Consiglio federale, dall'Amministrazione federale e da altri enti incaricati di compiti federali in relazione alla fusione d'urgenza dei due istituti. Andranno esaminate la legalità, l'adeguatezza e l'efficacia dell'attività svolta dalle autorità e dagli organi menzionati, nonché la collaborazione tra loro e con terzi, prosegue il comunicato, aggiungendo che la CPI presenterà a entrambe le Camere un rapporto sulla sua inchiesta nonché su eventuali responsabilità e lacune istituzionali. Proporrà inoltre le misure necessarie per colmare queste lacune.
La CPI deve essere ancora approvata
Dopo che il Consiglio federale avrà adottato un relativo parere in merito, il decreto federale che istituisce la CPI sarà trattato dal Nazionale mercoledì 7 giugno. Successivamente, sarà sottoposto agli Stati nella seconda settimana della sessione estiva, affinché nella terza settimana di sessione si possa svolgere un'eventuale procedura di appianamento delle divergenze, conclude la nota.

