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Critical Mass
Una cinquantina di ciclisti in autostrada a Ginevra
Un raduno di ciclisti a Ginevra il 26 ottobre 2018 © Critical Mass Geneve
Un raduno di ciclisti a Ginevra il 26 ottobre 2018 © Critical Mass Geneve
Redazione
4 anni fa
Gli attivisti della mobilità lenta sono stati bloccati dalla Polizia, che ha chiuso diversi svincoli al traffico per permettere la loro uscita. Non si sono verificati incidenti.

Una cinquantina di ciclisti del movimento "Critical Mass" (Massa critica) hanno imboccato ieri sera l'autostrada a Ginevra, raggiungendo la corsia centrale in un tratto dove i veicoli viaggiano a 80km/h. Una situazione pericolosa, ha puntualizzato Joanna Matta, portavoce della polizia ginevrina, raggiunta dall’agenzia Keystone-Ats. Le forze dell’ordine sono intervenute, riuscendo a bloccare i ciclisti e chiudendo diversi svincoli al traffico per alcuni minuti per permettere loro di uscire nuovamente dall’autostrada. Il tutto si è risolto nel giro di 15 minuti e si è potuto evitare qualsiasi contatto con le auto. Nessuno è stato arrestato, hanno precisato le forze dell’ordine.

Raduno nel pomeriggio davanti a Palazzo di giustizia

Molti dei partecipanti si erano riuniti nel pomeriggio davanti al Palazzo di giustizia, dove sei loro compagni sono stati assolti da tutte le accuse legate alla partecipazione a cortei in bicicletta risalenti al luglio 2021. Da tempo ogni ultimo venerdì del mese gli attivisti per il traffico lento tengono in diverse città svizzere cortei in bicicletta. In quello di ieri sera a Ginevra alcuni cicilisti, attorno alle 21.10, hanno però deciso di imboccare il raccordo autostradale.

Cos’è la Critical Mass

La prima "Critical Mass" si è tenuta nel 1992 a San Francisco e da allora si è diffusa in altre città del mondo. A Ginevra i cortei di ciclisti si tengono da circa 20 anni e ogni ultimo venerdì del mese partono da l’île Rousseau alle 18.30, si legge sul sito degli attivisti. Non si tratta di una manifestazione che ha dei responsabili, ma è un raduno spontaneo di ciclisti, skaters o di chi pattina a rotelle che, una volta raggiunta una massa critica, possono imporsi nella circolazione stradale “in un modo che un singolo ciclista non può fare”. La Critical Mass, si legge, “non blocca il traffico, ma crea un ingorgo non inquinante per farsi sentire e mettere gli automobilisti nella situazione abituale dei ciclisti: quella di passare in secondo piano e subire le scelte altrui”.

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