
Pochi giorni fa il Direttore Generale di SSR Gilles Marchand aveva promesso “tolleranza zero” dopo le accuse di molestie all’interno dell’azienda. La SSR, allo stesso tempo, ha adottato 25 misure per migliorare la protezione dell’integrità personale di collaboratrici e collaboratori. Queste misure, però, non piacciono al Sindacato SSM.
Rapporto del Collettivo di difesa
Oggi è stato presentato al personale della RTS il rapporto del Collettivo di difesa in merito alle molestie e mobbing denunciate all’interno dell’azienda. “I segretari sindacali SSM della Svizzera francese l’hanno ricevuto solo ieri sera, dopo aver firmato una clausola di riservatezza benché non fosse inclusa nel mandato iniziale”, spiega il Sindacato in una nota.
“Misure insufficienti”
Il rapporto conferma le posizioni dell’SSM, mentre le misure proposte dall’SSR “sono largamente insufficienti e carenti di impegni nel condurre indagini sulla catena di responsabilità. Un rapporto sconvolgente che conferma la posizione dell’SSM”. Questo rapporto conferma ciò che l’SSM ha denunciato per anni. “La SSR deve rendersene conto e rispettare finalmente i suoi partner sociali. Non è solo una questione di molestie o di mobbing, ma del modo in cui l’azienda è gestita. Il rapporto sottolinea a lungo le conseguenze nefaste di una forma di ristrutturazione permanente che avviene senza coinvolgere il personale e di una sempre maggiore verticalizzazione del management. La SSR deve quindi affrontare un cambiamento profondo”, sottolineano.
“Misure largamente insufficienti”
Le misure annunciate questa mattina e decise prima della lettura del rapporto del Collettivo di Difesa sono – secondo il sindacato SSM – ampiamente inadeguate. “Questa è un’ennesima occasione persa dal consiglio di amministrazione della SSR per attuare i cambiamenti necessari”, incalzano. Il rischio – sottolineano – “è quello di favorire ulteriori crisi se non si cambiano le strutture dell’azienda”. L’ SSM non è quindi soddisfatto degli annunci fatti questa mattina dal consiglio di amministrazione della SSR.
“La catena di responsabilità deve essere indagata immediatamente”
Il sindacato SSM è anche inoltre ancora in disputa con il consiglio di amministrazione della SSR sulla consegna del rapporto intermedio Epard-Zuin sulla catena di responsabilità. Il consiglio di amministrazione SSR – spiegano – ha reso noto solo un riassunto del rapporto e non la versione completa anonimizzata. Il peggio però è che “il consiglio di amministrazione della SSR si rifiuta attualmente di avviare nuove indagini sulla catena di responsabilità. La pretesa di Gilles Marchand di avere tolleranza zero nel trattare le situazioni malgrado il suo lassismo in materia in passato, non è credibile”, concludono.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

