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Un quarto del volume dei ghiacciai svizzeri è scomparso negli ultimi dieci anni
© Shutterstock
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Keystone-ats
6 mesi fa
Nell'estate appena conclusa i ghiacciai svizzeri hanno perso il 3% del loro volume. La perdita totale negli ultimi 10 anni - 2015-2025 - è invece stata del 24%.

I ghiacciai svizzeri hanno perso il 3% della loro superficie nel corso dell'estate appena conclusa. Negli ultimi dieci anni è dunque scomparso un quarto del volume complessivo. Già nella prima metà di luglio la poca neve accumulatasi lo scorso inverno era completamente scomparsa, per cui lo strato di ghiaccio ha iniziato a diminuire precocemente come mai prima, si legge in un comunicato odierno della Rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GLAMOS), della Commissione Svizzera per l'osservazione della Criosfera (CSC) e dell'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT). Soltanto nel 2003, nel 2022 e nel 2023 il volume perso è stato superiore.

Perso il volume dei laghi di Bienne e Hallwil

Per la precisione sono scomparsi 1,4 km cubici di ghiaccio, sufficienti per riempire completamente i laghi di Bienne (BE) e di Hallwil (AG). Come conseguenza lo spessore del Clariden (GL), della Plaine Morte (BE) o del Silvretta (GR) è diminuito di oltre due metri. Un po' meglio è andata ai vallesani Allalin e Findel che hanno perso "solo" un metro di profondità. Secondo le proiezioni a fine 2025 la Svizzera avrà ancora 45,1 km3 di ghiacciai, 30 in meno rispetto al 2000. Secondo il rapporto dettagliato della GLAMOS lo scioglimento ha subito una forte accelerazione negli ultimi decenni: tra il 2000 e il 2010 è andato perso il 10% del volume di ghiaccio, tra il 2010 e il 2020 il 14%, ma dal 2015 a oggi la percentuale sale già al 24%. Secondo il direttore della GLAMOS Matthias Huss, "c'è ancora un piccolo margine di manovra per conservare i ghiacciai", tuttavia entro il 2100 la quasi totalità di questi saranno scomparsi, sebbene "quelli più grandi possano ancora venire salvati", aggiunge il ricercatore. Ciò a patto che misure di salvaguardia del clima vengano applicate su scala mondiale.

Esempio di Blatten

Per Huss il problema non è soltanto la modifica del panorama alpino, quanto la dipendenza dell'approvvigionamento idrico ed energetico dai ghiacciai e l'insorgere di pericoli naturali. "Negli ultimi anni abbiamo osservato numerose instabilità, ma il caso di Blatten è catastrofico. Il costante scioglimento dei ghiacciai contribuisce alla destabilizzazione delle montagne", conclude l'esperto.