
Il processo di un liberiano, accusato di crimini di guerra, è stato nuovamente rinviato a causa dell’epidemia di Covid-19. Il Tribunale penale federale (TPF) avrebbe voluto ascoltare 14 persone in videoconferenza durante le udienze previste per il mese di agosto, ma non è stato in grado di allestire l’infrastruttura necessaria. Inizialmente i dibattiti avrebbero dovuto svolgersi dal 14 al 30 aprile. Erano in programma le testimonianze di 14 cittadini liberiani. A causa dell’epidemia, l’udienza è stata rinviata ad agosto. Il TPF ha cercato di organizzare le udienze a distanza e di ottenere l’autorizzazione della Liberia. Non essendoci un’ambasciata elvetica in quel Paese, la Corte si è rivolta a diverse rappresentanze diplomatiche a Monrovia chiedendo di mettere a disposizione i locali e le attrezzature tecniche. Poiché nessuna delle ambasciate contattate ha dato il suo accordo formale, il Tribunale penale federale è obbligato a rinviare nuovamente il processo a tempo indeterminato, a novembre o dicembre 2020.
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