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Svizzera
Un operatore CICR svizzero ucciso a Donetsk
Redazione
12 anni fa
La vittima sarebbe di origine romanda e non italiana o ticinese come emerso dalle prime indiscrezioni

È svizzero e non italiano, come riferito in un primo tempo, l'operatore del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) rimasto ucciso nei bombardamenti odierni a Donetsk, città in mano ai ribelli pro russi nell'Est dell'Ucraina. Lo stesso CICR ha confermato la notizia.

Reporter dell'Afp hanno visto il corpo della vittima con la faccia riversa sul terreno, all'esterno dell'edificio dove si trovano gli uffici della Croce Rossa Internazionale. Il responsabile dei servizi di emergenza, Andrii Livtchenko, ha riferito che si tratta di un "cittadino di Ginevra, che faceva parte della missione locale della Croce Rossa".

Secondo quanto riferisce l'agenzia televisiva Ruptly, l'operatore sarebbe un 38enne svizzero dal cognome francofono. L'agenzia riprende le accuse dei ribelli, secondo i quali l'uomo sarebbe rimasto ucciso a seguito del bombardamento del quartier generale della Croce Rossa di Donetsk. Un video diffuso da Novorossia TV mostra le immagini del passaporto della vittima, confermandone la nazionalità svizzera.

Sul suo conto Twitter, il CICR ha confermato dalla sua sede ginevrina il "tragico incidente" avvenuto nel suo ufficio di Donetsk, senza fornire dettagli sull'origine della vittima, ma esprimendo le sue "sincere condoglianze alla famiglia e agli amici".

In una nota diffusa in serata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha da parte sua espresso profonda costernazione e commozione per la notizia della morte dell'operatore elvetico. Burkhalter ha trasmesso le sue più sincere condoglianze alla famiglia della vittima, così come al CICR, ribadendo al contempo gli appelli alle parti affinché tacciano le armi.

Il responsabile della diplomazia elvetica, e attuale presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha pure sottolineato l'importanza dell'impegno del CICR sul terreno e ha chiesto ai belligeranti di garantire la massima sicurezza ai suoi collaboratori, così come ai civili.

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