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Svizzera
Un nuovo modello 3D di simulazione delle frane
© Canton Vallese
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Keystone-ats
4 mesi fa
Il grande punto di forza del nuovo strumento è che, a differenza di quelli utilizzati in precedenza, genera simulazioni non solo bidimensionali. L'apparecchio ha già dimostrato la sua efficacia.

Un nuovo modello in tre dimensioni (3D) sviluppato da ricercatori dell'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos (GR) è in grado di prevedere con precisione dinamica ed estensione delle frane. Lo strumento ha dato prova della sua efficacia per la prima volta riguardo a Brienz, frazione del comune grigionese di Albula/Alvra minacciata da alcuni anni da una frana. Dopo l'evacuazione del villaggio nel 2023, il modello ha previsto correttamente che la massa rocciosa si sarebbe fermata poco prima delle case più esposte allo scoscendimento.

L'esempio vallesano

Quando poi la scorsa primavera a Blatten si è presentata la minaccia di una frana, gli esperti hanno effettuato simulazioni anche in quella località. Il risultato ha sorpreso Johan Gaume, ricercatore presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH) e l'SLF: la frana avrebbe quasi raggiunto Weissenried, frazione di Blatten sul versante opposto a quello del Kleines Nesthorn, 200 metri sopra il fondovalle. "Sembrava un po' irrealistico", ha indicato Gaume. Poiché il modello era ancora in fase di sviluppo, i ricercatori hanno proceduto con cautela, decidendo di verificare il risultato con altri colleghi prima di condividerlo con le autorità. Ma la frana li ha preceduti e la simulazione si è rivelata corretta: l'abitato di Weissenried è stato pressoché interamente investito da detriti e ghiaccio. "Ora sappiamo di avere uno strumento potente e siamo pronti per il prossimo evento", ha affermato Gaume.

Le peculiarità

Il grande punto di forza del nuovo modello è che, a differenza di quelli utilizzati in precedenza, genera simulazioni non solo bidimensionali. "Le frane rocciose sono processi 3D complessi e, con il nostro modello, questa complessità emerge naturalmente dalla fisica della simulazione", ha spiegato il ricercatore. Gli strumenti bidimensionali, ad esempio, non sono in grado di rilevare quando la massa che scivola si stacca dal terreno o come reagisce esattamente a una topografia ripida e mutevole.