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Svizzera
Un giorno con l'esercito: lacrimogeni, cecchini e... piranha
Un giorno con l'esercito: lacrimogeni, cecchini e... piranha
Un giorno con l'esercito: lacrimogeni, cecchini e... piranha
Redazione
8 anni fa
Notizie dal fronte - Gli Elbonesi ci attaccano

Villaggio di Äuli, venerdì 20 luglio.

Siamo sulla linea del fronte, a pochi passi dal centro operativo di reclutamento del FEB, ovvero il fronte di Elbonia. A loro supporto, pochi casolari più avanti, si trova una milizia formata e pronta a sovvertire il Governo federale. In mezzo a tutto questo tugurio, si trova anche una manciata di civili. Sul posto c’è il battaglione fanteria di montagna 30, che dopo aver salvato l’anno scorso il Mendrisiotto dall’invasione dei Volpodinghi, si trova a dover fronteggiare questa nuova minaccia. Ecco che a un certo punto sbuca da dietro una casa un piranha, veicolo 8x8 blindato da poco meno di 18 tonnellate, che sosta di fronte al filo spinato.

Partono due lacrimogeni, è il segnale: i nostri militi fanno irruzione, cominciando a rastrellare casa dopo casa il settore occupato dalla controparte. Si susseguono spari ed esplosioni, vediamo i primi militi feriti che vengono soccorsi. Ma anche i primi membri del FEB cominciano a cadere, sotto i colpi dei cecchini. Alla fine, il settore viene messo in sicurezza dai nostri soldati, possiamo proseguire verso l’interno. Qui assistiamo alla perquisizione e all’arresto di un esponente del fronte di Elbonia.

Diario dal fronte, Soldato Taiana.

Quanto descritto sopra, nient’altro è se non la descrizione della simulazione effettuata venerdì scorso dal Battaglione fanteria di montagna 30 durante la giornata di presentazione svoltasi davanti ad alcune personalità ticinesi. L’esercitazione si è tenuta sulla piazza di tiro di Walenstadt, all’interno del moderno centro di addestramento GAZ ost composto da una ventina di case automatizzate e create per simulare svariati scenari urbani. Si tratta di uno dei centri di addestramento della Svizzera più all’avanguardia.

La visita è iniziata alle 09.00 con l’arrivo di un Super Puma con a bordo la delegazione degli ospiti dal Ticino. Dopo il benvenuto, è stata presentata la sala di coordinamento, dove si svolge tutta la regia di questo villaggio d’addestramento. All’interno del centro di comando lavorano una decina di operatori, che monitorano tutti gli spostamenti dei militi del 30, passo dopo passo, registrandone le mosse per poi, a termine dell’esercizio, valutarne l’efficacia e migliorarne le abilità.

Conclusa questa prima parte della visita, gli ospiti hanno potuto vedere con i propri occhi i militi in impiego, nella simulazione di un compito di perquisizione e messa in sicurezza di un settore stabilito. Al pomeriggio, invece, è stata organizzata una «cittadella», dove il battaglione ha presentato ed esposto i propri mezzi a disposizione. In bella mostra nella piazza si potevano vedere numerosi stand che andavano dalla presentazione del nuovo posto comando, ai veicoli e fino alle armi in dotazione ai militi.

Quello che ci colpisce sono in particolare i nuovi veicoli. Colloquialmente conosciuti dai militi come ‘nuovi puch’, dal nome del precedente fuoristrada, essi in realtà sono un vero e proprio Mercedes classe G, modificato su specifiche dell’esercito. Il motore è stato depotenziato da circa 300 cv a poco meno di 200 per aumentarne l’affidabilità; è stata introdotta l’aria condizionata così come le cinture e la radio a vantaggio del comfort. Sono state tolte, invece, le panche sul retro per far sedere la truppa, sostituite da due sedili, così da garantire una maggiore sicurezza. Tutte novità che faranno la felicità di reclute e militi.

Un altro punto che attira la nostra attenzione è la postazione dei tiratori scelti. Ci fermiamo a scambiare due parole proprio con uno di loro, che ci illustra parte del suo equipaggiamento: l’ottica del suo fucile, la mimetica da lui costruita (fatta, ci dice, sfilacciando un sacco di juta e intrecciando le fibre così ottenute su una rete), i pasti liofilizzati e i fornelli da campo. Si tratta di materiale che, chiaramente, tiene tutto nel suo zaino dalla mole impressionante. «Quella del tiratore scelto è una scelta dura, ma sicuramente appagante. - ci rivela - Richiede soprattutto grande impegno, sia fisico che psicologico».

Ci congediamo, quindi, con il motto “Seguitemi…Sempre ed Ovunque”, augurando alla milizia buona conclusione di corso.

Maurizio P. Taiana

Credit foto: Giovanni FrondoniCredit video: Fabio Balassi

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