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Ambiente
Un fungo che sterilizza i fiori dell’abete rosso
© WSL - Valentin Queloz
© WSL - Valentin Queloz
Redazione
4 anni fa
Un ricercatore dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha individuato un fungo finora sconosciuto alla scienza. Il parassita si nutre del polline dell'abete rosso e ne distrugge i fiori maschili. Non è chiaro se si tratti di una specie introdotta.

È stata una scoperta fatta letteralmente sull’uscio di casa quella dell’esperto di funghi dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) Adrin Gross, che nel 2018 sulla soglia del suo ufficio ha rinvenuto piccole cupole gridio-beige sui fiori maschi di un abete himalayano nel vivaio del WSL. Il ritrovamento ha poi portato il team di micologi ad avviare una ricerca approfondita negli archivi fungini e nelle banche dati genetiche di tutto il mondo. Il risultato? Nessun fungo simile era mai stato analizzato. Non solo si tratta quindi di una nuova specie, ma anche di un nuovo genere di fungo. I ricercatori l’hanno battezzato col nome di 'Microstrobilinia castrans' e l’hanno presentata alla comunità scientifica sulla rivista Mycological Progress. "È raro scoprire un nuovo genere fungino in Svizzera o addirittura in Europa", afferma il ricercatore del WSL Ludwig Beenken, specializzato in piccoli funghi e primo autore della pubblicazione.

Il nuovo fungo

Il nome della specie “castrans” indica l'insolito modo di vivere del fungo: questo infatti decompone il tessuto dei fiori maschili e si impossessa così del polline nutriente e non è presente su altre parti degli alberi. Dopo il primo ritrovamento sull'abete himalayano, gli esperti di funghi del WSL hanno avviato una ricerca, con l'aiuto di volontari. "Ho persino esaminato gli abeti rossi durante le mie escursioni di vacanza", racconta Beenken, che lavora presso il gruppo di consulenza del WSL “Protezione della Foresta Svizzera”. L'operazione di ricerca ha individuato il fungo in circa 130 siti, sia su abeti rossi himalayani (Picea smithiana) chee serbi (Picea omorika) piantati in aree di insediamento, sia su abeti rossi autoctoni (Picea abies) in pascoli e foreste di montagna nel Giura, nelle Alpi e nella Foresta Nera. Finora non è stata trovata su altre specie di abete rosso.

Indigeni o importati?

I ricercatori sono ancora incerti sull'origine della Microstrobilinia castrans, che appartiene ai funghi tubolari: un grande gruppo di funghi che comprende anche muffe, spugnole e tartufi. Alcuni ipotizzano che finora sia stato semplicemente trascurato, ma Beenken sospetta che sia stato introdotto con alberi da parco. Secondo lui, la ragione principale è che negli ultimi 200 anni i funghi sono stati cercati così assiduamente in Europa che un fungo a coppa così vistoso e piuttosto grande difficilmente sarebbe rimasto sconosciuto. Inoltre, gli abeti rossi dell'Himalaya, di cui esistono solo pochi esemplari nei parchi della Svizzera, sono stati tutti colonizzati da questo fungo. "Può darsi che il fungo sia passato da questo all'abete rosso autoctono o, se è autoctono, che si sia diffuso solo di recente, favorito dai cambiamenti ambientali". Cosa significa la scoperta di un nuovo fungo? "Protezione della foresta svizzera monitora le malattie e i parassiti degli alberi forestali. Ecco perché teniamo d'occhio il maggior numero possibile di organismi che possono danneggiare gli alberi delle foreste", spiega Beenken. Non si sa mai se un fungo causi improvvisamente problemi maggiori, ad esempio se si diffonde maggiormente con il riscaldamento globale. La Microstrobilinia castrans, tuttavia, non rappresenta attualmente una minaccia per gli abeti rossi, poiché il fungo attacca solo alcuni fiori di un albero.