
Un odontotecnico accusato di essersi fatto passare per anni a Bienne (BE) per un medico dentista, che il 24 marzo era stato condannato in prima istanza a 4 anni e mezzo di prigione e a 5 anni di divieto di esercitare, solamente due giorni prima della sentenza aveva inoltrato una richiesta per ricevere indennità di disoccupazione. Il Tribunale amministrativo cantonale ha ora respinto la domanda.
L'uomo aveva praticato per anni interventi che in alcuni pazienti avevano provocato gravi complicazioni, con dolori persistenti.
Ancora nel corso del processo penale davanti al Tribunale regionale del Giura bernese-Seeland, il 53enne aveva inoltrato il 22 marzo una richiesta di indennità di disoccupazione dal primo maggio, si legge nella sentenza pubblicata oggi dal Tribunale amministrativo del Canton Berna.
Ricorso contro Ufficio bernese economia
Il primo giugno l'uomo ha fatto sapere al competente Ufficio regionale di collocamento (URC) che si trovava in carcere e perciò non gli era possibile prendere parte al primo colloquio. Di conseguenza, l'Ufficio bernese dell'economia (beco) ha giudicato che l'assicurato non aveva diritto alle indennità di disoccupazione.
Il "falso dentista" si è quindi rivolto al Tribunale amministrativo cantonale, sostenendo che la carcerazione preventiva era stata ordinata solamente per sei mesi, cosicché dal 26 settembre ne avrebbe avuto diritto. Il 16 settembre il tribunale gli ha chiesto di far sapere l'esatto momento della scarcerazione così come un suo valido domicilio futuro.
Dopo che l'uomo non ha dato seguito alle richieste e "una ricerca internet" ha fatto emergere che "probabilmente" il falso dentista fosse all'origine del ricorso, il tribunale ha rinunciato a ulteriori chiarimenti riguardo all'esame delle condizioni di riscossione delle indennità di disoccupazione e ha respinto il ricorso.
Si andrà in Tribunale d'appello
Sulla sentenza del Tribunale regionale del Giura bernese-Seeland dovrà ancora pronunciarsi il Tribunale d'appello, poiché "il falso dentista" ha inoltrato ricorso. Il suo caso aveva fatto molto discutere. Anche dopo due divieti di esercitare la professione, la chiusura dello studio e un mese di carcere preventivo l'uomo aveva continuato a ricevere pazienti fino al 2015.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

