
Un credito di 2,3 miliardi di franchi per la costruzione e la messa in funzione a partire dal 2030 circa di nuove centrali di riserva, che saranno disponibili per 15 anni. È quanto chiede al Parlamento il Consiglio federale, adottando oggi il messaggio relativo a questo finanziamento.
Il messaggio, si legge in una nota governativa, verrà probabilmente discusso dalle Camere federali nella sessione autunnale e invernale del 2026. Le spese sostenute con i fondi richiesti non incidono sul bilancio della Confederazione, viene precisato.
Approvvigionamento sempre più incerto
Stando all'esecutivo, l'approvvigionamento energetico è reso sempre più incerto dai continui rischi per le forniture dovuti alla situazione geopolitica. Secondo le analisi dei rischi condotte, una penuria di energia elettrica della durata di tre mesi potrebbe causare danni fino a 84 miliardi di franchi.
Solo le centrali di riserva sono in grado di fornire in breve tempo potenze elevate dell'ordine di diverse centinaia di megawatt (MW) e di assicurare una fornitura continua per periodi prolungati, evidenzia il Consiglio federale. Per poter affrontare situazioni critiche, la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) raccomanda a partire dal 2030 una capacità di riserva permanente di almeno 500 MW, in aggiunta alla riserva di energia idroelettrica.
Progetti a lungo termine
Nel maggio del 2025, quattro fornitori hanno ottenuto dalla Confederazione l'aggiudicazione per progetti di centrali di riserva a lungo termine a Monthey (VS), Eiken (AG), Stein (AG) e Auhafen Muttenz (BL). Questi impianti, alimentati con combustibile neutro sul piano delle emissioni di CO2, contribuiranno all'approvvigionamento di elettricità in situazioni straordinarie: la riserva garantita sarà pari a un un totale di 583 MW.

