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Svizzera
Un contratto di integrazione per i migranti?
Un contratto di integrazione per i migranti?
Un contratto di integrazione per i migranti?
Redazione
9 anni fa
Il Blick propone un contratto unico nazionale tra lo Stato e gli stranieri intenzionati a stabilirsi in Svizzera

Quello dell’integrazione è indubbiamente un tema caldo per la Svizzera. Da un lato ci sono persone che non hanno avuto alcun problema ad adattarsi alle leggi e alle tradizioni svizzere, dall’altro, però, la cronaca nazionale ha più volte riferito di casi di mancata integrazione che hanno creato non pochi problemi alle autorità. Basti pensare al caso della famiglia di Therwil (BL), balzata agli onori della cronaca per la stretta di mano negata dai due figli maschi alla loro insegnante e per la fuga di casa di una delle figlie, spaventata dalle rigide imposizioni islamiche del padre, imam della moschea Re Faysal di Basilea.

Il rispetto delle norme e delle tradizioni svizzere è da sempre un punto molto dibattuto e nella sua edizione odierna il Blick ha rilanciato l’accordo di integrazione, un contratto (in vigore ad esempio in Italia) con il quale lo straniero si impegna a integrarsi il più in fretta possibile (ad esempio imparando la lingua) nonché a rispettare le regole della società civile. In cambio, Berna fornirebbe tutti gli strumenti necessari all’integrazione.

La possibilità di sottoscrivere questi contratti, scrive il Blick, esiste dal 2008, ma pochi Cantoni li hanno introdotti. I testi, inoltre, variano da Cantone a Cantone. Nel 2013 ne sono stati sottoscritti solo 1'364. Il quotidiano zurighese ha quindi rilanciato il dibattito con una proposta che comprende 15 punti divisi in tre capitoli: diritti, doveri e regole.

I diritti1. Il diritto svizzero vale per tutti2. Il diritto prevale sulla religione3. Uomo e donna hanno pari diritti4. La libertà personale è garantita per tutti5. Vige la libertà di espressione

I doveri1. Ognuno padroneggia o si impegna ad imparare una lingua nazionale2. Ogni bambino frequenta la scuola e rispetta le regole3. Ognuno partecipa alla vita quotidiana della comunità4. Ognuno difende la libertà individuale5. Ognuno provvede ai propri bisogni (lo Stato interviene nei casi in cui non sia possibile)

Le regole1. Si mostra il proprio volto2. Ci si saluta stringendosi la mano3. Uomini e donne vanno trattati con rispetto4. Ordine, onestà ed educazione sono capisaldi svizzeri5. Conflitti da e tra altri Paesi non vengono trasportati in Svizzera

La proposta di introdurre un simile contratto è stata dibattuta anche a livello di politica nazionale. Il capo dell’Ufficio della migrazione del Canton Zugo Georg Blum si è già detto scettico. Il consigliere nazionale UDC Gregor Rutz ha invece evidenziato problematiche nel far rispettare il diritto nazionale e ha riconosciuto che l’introduzione di simili contratto potrebbe apportare significativi miglioramenti.

(Foto: Blick.ch)

Per il consigliere nazionale PPD Marco Romano, interpellato dal Blick, il rispetto delle leggi e dei valori svizzeri devono essere punti centrali di questi accordi, che Romano auspica vengano introdotti a livello nazionale.

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