
I condannati per omicidio, stupro e reati contro l’integralità sessuale verso minori potrebbero in futuro essere monitorati da un chip elettronico. Questa la proposta presentata lunedì dalla Consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz (UDC. Lo segnala la NZZ online. Nella sua mozione, firmata da altri 20 Consiglieri nazionali, Amaudruz considera che la misura potrebbe fungere da deterrente contro potenziali recidivi, facendo riferimento allo studio della psicologa forense dell’Università di Zurigo, Henriette Haas. In altre due mozioni la Consigliera nazionale ginevrina ha proposto che i condannati per crimini gravi debbano presentarsi regolarmente alle autorità per un periodo pari alla pena che hanno subito, per diminuire il rischio di recidiva.
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