
Dopo mesi di approfondimenti sui dettagli del nuovo pacchetto di accordi tra la Svizzera e l'Unione europea (UE), la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) raccomanda oggi chiaramente al plenum - con 9 voti a 3 e un'astensione - di approvare il progetto.
La CPE-S ha approvato anche le leggi di applicazione con alcune modifiche puntuali, si legge in una nota diffusa dai servizi parlamentari. Il comunicato sottolinea che al termine della valutazione globale una netta maggioranza della commissione è risultata favorevole alla stabilizzazione delle relazioni fra Berna e Bruxelles. Tutte le commissioni coinvolte nell'esame preliminare della parte del pacchetto relativa alla stabilizzazione hanno concluso i loro lavori. Tale parte è ora pronta per essere sottoposta alla trattazione del Consiglio degli Stati in occasione della sessione autunnale.
Anche i nuovi accordi per lo sviluppo delle relazioni fra la Svizzera e l'UE nei settori della sicurezza alimentare e della sanità sono pronti per essere discussi al Consiglio degli Stati.
L'accordo sull'elettricità sarà presumibilmente trattato dalla Camera nella sessione invernale.
Sì anche a tassa sull'immigrazione
Nella sua seduta, tenutasi ieri e oggi, la CPE-S si è espressa a favore - con 5 voti a 3 e 5 astensioni - anche sulla proposta della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) di introdurre una tassa sull'immigrazione, da applicare alle persone che lavorano quali dipendenti e da riscuotere presso i datori di lavoro. Sarebbero assoggettati anche i maggiorenni che si ricongiungono ai propri familiari. La tassa andrebbe a completare la clausola di salvaguardia negoziata nel pacchetto denominato Bilaterali III con l'obiettivo di incentivare il reclutamento di manodopera interna. Il provento del balzello sarebbe distribuito alla popolazione.

