
Un bambino su due, tra quelli nati in questi anni, potrà soffiare cento candeline sulla torta del suo complenno. È questa la proiezione fatta dai demografi che hanno analizzato i dati pubblicati qualche settimana fa dall’Ufficio federale di statistica (Ust) sull’evoluzione della popolazione svizzera.
L'invecchiamento dei cittadini e il numero dei centenari aumentano di anno in anno e sono destinati ad esplodere. All’inizio del nuovo millennio, coloro che avevano superato la soglia dei 100 erano la metà dei 1500 attuali, e tre su quattro donne. L’evoluzione prevista dai demografi è esponenziale: con l’aumento della longevità maschile, i centenari potrebbero diventare oltre 4500 tra meno di un decennio (quindi 350 in Ticino), 50mila nel 2050 e addirittura 100mila entro il 2100.
Grazie al progresso medico e alla prosperità si vivrà dunque più a lungo. Un’evoluzione che pone parecchi interrogativi sulla reazione della società di fronte a questo cambiamento. Ci si chiede come e in quali strutture abitative vivranno questi futuri centenari, e soprattutto che stile di vita condurranno.
"Sono tanti gli scenari ipotizzabili e non tutti matematicamente ottimisti - osserva l'economista Vincenzo Galasso, direttore del Cepra, il Center for Economic and Political Research on Aging dell'Usi, interrogato dal Caffè -. Quanti giovani serviranno per 'sopportare' i costi di un anziano? E il flusso di lavoratori stranieri rimedierà solo in parte, perché invecchiano anche loro.”
Nuove esigenze che secondo Galasso rivoluzioneranno il rapporto tra pensionati e lavoratori, porteranno ad aumentare l’età della pensione e modificheranno il mercato del lavoro e dei beni.
Sotto pressione saranno anche il settore immobiliare e quello della sanità, che secondo Bruno Cereghetti, esperto di politica sanitaria ed ex responsabile dell'Ufficio cantonale assicurazione malattie, vedrà un aumento importante del premio delle casse malati.
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