
Circa la metà degli adulti in Svizzera monitora tramite smartphone o altri strumenti attività della propria vita. Un ulteriore 20% ha già provato almeno una volta questi sistemi chiamati di "Lifelogging". Questi dati emergono da uno studio effettuato dall'istituto di ricerca Sotomo su incarico dell'assicuratore Sanitas. La ricerca si basa sulle risposte a domande online fornite da un campione rappresentativo di 3055 persone. Il tema è stato trattato per primo da un portale del gruppo Tamedia. Il sistema più utilizzato è quello del contapassi, seguito dalla registrazione di percorsi e di prestazioni sportive. Le misurazioni effettuate portano nella metà dei casi anche a modifiche dei comportamenti. Meno frequente è invece l'utilizzo di analisi della durata del sonno o del ritmo cardiaco. Il trend non ha ancora raggiunto il suo limite, secondo lo studio. Due terzi degli intervistati proverebbe ulteriori automatizzazioni, come ad esempio la misurazione del consumo energetico o delle calorie assimilate col cibo. Oltre il 70% degli intervistati ammette però di disattivare determinate funzioni del proprio smartphone per preoccupazioni legate alla privacy.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

